Lagnese punta sulle “vocazioni”.
La “Missione Giovani” incontrerà le varie comunità religiose.

Dalla fervente comunità di Grazzanise è partita l’iniziativa voluta dal Centro di Pastorale Giovanile e Vocazionale della Diocesi capuana.
Dopo un periodo di vero e proprio assestamento, in cui la forania del basso Volturno ha visto soltanto un miscelamento della disposizione presbiteriale – che tra l’altro ha sollevato perplessità in alcune comunità religiose – adesso giunge, con piacevole apprezzamento, un indirizzo pastorale dell’Arcivescovo di Capua, Pietro Lagnese, particolarmente indirizzato ai giovani delle diverse realtà religiose presenti sul territorio foraniale.
Si parte, quindi, dalle vocazioni, quelle che stanno mettendo in ginocchio le tante assemblee prive del conforto sacerdotale a causa di mancanza di sacerdoti e del triste svuotamento dei seminari. Nella forania del basso Volturno ha avuto inizio la “Missione Giovani” partendo da Grazzanise, nel cuore dei “Mazzoni”, luogo in cui si è vissuto un momento di smarrimento popolare proprio per la mancanza di presbiteri, causa che ha condotto all’effetto di vedere fuse due Parrocchie, quella centrale di San Giovanni Battista con quella dell’Annunziata, affidate ad un solo Parroco, il Canonico Pasquale Buompane.
A conclusione della “tre giorni” di riflessioni e testimonianze legate al tema delle vocazioni è stato doveroso, e necessario, sentire la voce dei giovani, testimonianza del giovane Alfredo D’Abrosca, già impegnato sul territorio grazzanisano al servizio della Chiesa locale come “Responsabile dei Ministranti” come lui stesso di definisce.

Alfredo D’Abrosca
<La “Missione Giovani”, tenutasi venerdì, sabato e domenica scorsi a Grazzanise per volere del nostro Arcivescovo Pietro – racconta il giovane Alfredo – è stata accolta con molto entusiasmo da noi giovani impegnati nella vita pastorale delle nostre Comunità Parrocchiali>.
<Abbiamo vissuto, già dalla prima sera, momenti davvero profondi e toccanti. I Sacerdoti, nella prima serata di venerdì, in assemblea comune con tutti noi ragazzi, hanno saputo toccare il profondo di ciascuno di noi con quella semplicità che ci ha aiutati a immedesimarci nei nostri sentimenti, nei nostri sogni e nelle nostre paure per il futuro, facendoci comprendere che non siamo soli>.
E continua nel suo racconto – <L’invito è stato molto chiaro: avere il coraggio di vivere la propria vita senza paura e senza chiusure; osare, affinché essa si muova, muti e si trasformi nella nostra felicità, ovvero “il disegno che Dio ha per ciascuno di noi”. In quel coraggio e in quella forza troviamo l’amore di un Dio che non ci lascia mai, che non si disinteressa delle sue creature, ma che le accompagna nell’intero percorso della vita, fino alla fine ed oltre>.
<I Sacerdoti, nelle giornate seguenti, hanno visitato l’Oratorio e i bambini, spiegando loro il “Vangelo delle tentazioni” della I Domenica di Quaresima e iniziando con gli Animatori le diverse attività di gioco inerenti al tema>.
<La bella esperienza vissuta – aggiunge il giovane Alfredo D’Abrosca – si è conclusa con le Celebrazioni della Domenica che, a turni, sono state officiate dai Sacerdoti dell’equipe giovanile-vocazionale, accompagnati dal servizio liturgico dei giovani Ministranti. Durante le Celebrazioni, le testimonianze dei Seminaristi hanno fatto da cornice alla bella esperienza vissuta, facendoci toccare con mano quanto l’amore di Dio possa trasformare la nostra vita per renderla migliore.
<Tutto questo – conclude – ci fa tornare alle nostre attività con lo zaino pieno di speranze, di sogni, di voglia di rimettersi in gioco, testimoni di una Luce che vince le tenebre del mondo presente e le illumina, e con la voglia di essere “pescatori” di altri ragazzi per la costruzione di un’umanità nuova volta al Bene>.



