Un altro lavoro di Beckett

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Da un’idea e regia del direttore Iavazzo una perla della drammaturgia.

In scena Beckett con “ATTO SENZA PAROLE” 

In scena l’Associazione <IL COLIBRI’> di Sant’Arpino

di Peppino PASQUALINO (Giornalista Pubblicista freelance & blogger) 

Ancora un lavoro di Samuel Barclay Beckett, il famoso drammaturgo, scrittore, poeta, e sceneggiatore irlandese scomparso alla fine del secolo scorso; un lavoro teatrale presentato a Capua, nel prezioso teatro Fazio dall’ideazione e regia dello stesso direttore, Antonio Iavazzo, impegnatissimo nel coordinamento dei tantissimi lavori programmati nel fittissimo tabellone dell’anno in corso.

Questa volta a portare in scena il lavoro della drammaturgia beckettiana sarà l’Associazione “Il Colibrì” di Sant’Arpino che ha già presentato altri lavori teatrali presso il Fazio. “Atto senza Parole”, questo il titolo del libero adattamento proposto dalla magistrale regia di Iavazzo, considerata l’affluenza di pubblico sarà in scena in tre serate: le prime due il 7 e 8 marzo alle ore 20:00 mentre domenica 9 marzo sarà anticipata alle ore 19:00.

Chi sarà in scena?

Gli interpreti Gianni Arciprete e GennaroMarino mentre al disegno luci e all’audio si dedicherà Giovanni Guarino.

La narrazione si consuma attraverso l’elemento sonoro e visivo, in cui spiccano i movimenti misurati e la mimica pulita di due corpi che, nella scena nuda, agiscono e raccontano le proprie storie minime. Puri meccanismi, sospensione di ogni forma di giudizio, azioni per sottrazioni e uno sguardo Zen in una sorta di celebrazione di un continuo presente, seppur a volte dilatato, senza nessun cedimento alla psicologia.

Ogni cosa nasce sempre con lo stesso stupore e termina con identica innocenza. Anche le abbozzate clownerie, lì dove accadono, sono incidentali, senza compiacimenti assolutori o ammiccamenti alla facile gratificazione del gioco scenico. I piccoli accadimenti, le iterazioni si incarnano in due sguardi bambini che giocano a vivere, senza passato e senza aspettarsi null’altro che una perenne sospensione del giudizio.

Sono sufficienti il respiro e il bios a giustificare la verità e la meraviglia di sentirsi vitali. Da soli, ma purtuttavia connessi con l’umanità e con il tutto. Nei pochi gesti, nelle azioni ripetute si delineano rituali che diventano una sorta di finestra incantata attraverso la quale si possono intravedere i lineamenti di un’intera esistenza. E la fatica, ma anche il disincanto divertito, del vivere.

Per eventuali prenotazioni o informazioni

Antonio Iavazzo – 3389924524 – info@antonioiavazzo.it
Gianni Arciprete – 3343638451 – gianniarciprete@libero.it

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