Cancello Arnone: storia di una “rinascita” tra ingegneria e natura.
Lavori in corso per un turismo verde.
a cura di Bruno Marfè

Esiste un luogo a Cancello ed Arnone dove il tempo sembra essersi fermato, eppure tutto è in movimento. È l’Oasi naturalistica di Carricchiano, una gemma fluviale che oggi si candida a diventare uno dei nuovi polmoni verdi del Basso Volturno. La bellezza che ammiriamo oggi non è frutto del caso: è il risultato di una storia in cui la mano dell’uomo e la forza della natura hanno finito per incontrarsi.
Una “cicatrice” diventata vita: gli anni ’90
Per comprendere Carricchiano, bisogna tornare agli anni ’90, quando il territorio del Basso Volturno era particolarmente esposto al rischio idraulico legato al fiume Volturno. In quegli anni, il Provveditorato alle Opere Pubbliche avviò una serie di interventi per la messa in sicurezza del corso fluviale: sistemazioni degli argini, rimodellamento delle golene e creazione di aree di espansione per le piene. Non si trattò di interventi “delicati”: il paesaggio venne profondamente trasformato. Eppure, proprio quella che appariva come una ferita si è rivelata nel tempo un’opportunità. Terminate i lavori, la natura ha fatto il resto. Le nuove condizioni ambientali hanno favorito la nascita spontanea di un ecosistema ricco e dinamico, trasformando un’area tecnica in uno spazio ad alta biodiversità.

Un sistema naturale integrato
Carricchiano non è un luogo isolato, ma parte di un sistema ambientale più ampio che attraversa il territorio:
• Le Oasi dei Variconi, a Castel Volturno: ambiente salmastro e zona cruciale per l’avifauna migratoria.
• L’Oasi di Carricchiano: cuore fluviale, dominato da acqua dolce e vegetazione ripariale.
• Il Lago di Falciano, a Falciano del Massico: ecosistema lacustre ai piedi del Massico.
Più che un “triangolo” in senso tecnico, si tratta di un vero corridoio ecologico diffuso, fondamentale per molte specie migratorie che attraversano il Mediterraneo.
Carricchiano oggi: tra natura e nuove prospettive
Oggi l’area di Carricchiano è al centro di rinnovato interesse e di diverse ipotesi di valorizzazione territoriale, con lavori in corso per aree attrezzate, pesca sportiva, parco avventura, percorsi ciclopedonali e bike sharing. Tra le prospettive più discusse:
• Turismo lento: sviluppo di percorsi ciclopedonali lungo il fiume
• Fruizione sostenibile: accessi controllati e aree di osservazione naturalistica
• Attività per famiglie: proposte ricreative compatibili con l’ambiente
Dal punto di vista naturalistico, l’area offre già oggi condizioni ideali per il birdwatching, con la presenza di aironi, garzette e del suggestivo martin pescatore, simbolo degli ambienti fluviali ben conservati. L’oasi è pienamente accessibile dal 2026.
Conclusione: un’identità ritrovata
L’Oasi di Carricchiano ci insegna che il Basso Volturno non è una terra “difficile” da cui fuggire, ma un territorio che, se gestito con cura, sa restituire bellezza e benessere. Se gli anni ’90 ci hanno dato la sicurezza, il nuovo millennio ci sta regalando lo stupore.
Carricchiano racconta qualcosa di più di una semplice oasi. Racconta una possibilità. Il Basso Volturno non è soltanto un territorio fragile o complesso, ma un’area che, se accompagnata da visione e cura, può diventare un modello di equilibrio tra sicurezza, ambiente e sviluppo. Se gli anni ’90 hanno rappresentato il tempo della messa in sicurezza, oggi si apre una nuova fase: quella della consapevolezza e della valorizzazione. È il momento di tornare a guardare il fiume non come un problema, ma come una risorsa.




