
per la rubrica… PARLIAMONE !
Alessandra Cuevas a Grazzanise, Filomena De Mare a Castel Volturno.
Una “crociata” della Scuola contro la violenza.

Il rispettoso e lungo silenzio dei ragazzi e le loro molteplici, complesse e bene articolate domande poste si traducono in consapevole partecipazione alla tematica e grande maturità nonostante la giovane età. Questa l’atmosfera respirata nell’aula magna dell’Istituto Comprensivo di Grazzanise nella giornata in cui la ventiseienne Alessandra Cuevas (figlia della coraggiosissima Teresa Buonocore assassinata nel 2010 soltanto per aver denunciato le violenze sessuali subite dalla figlia alla tenera età di nove anni) ha recato la sua profonda testimonianza.
Una storia portata dalla giovane Alessandra in tante scuole, inizialmente dieci e che adesso sono trenta, tanti luoghi scolastici in cui la sua triste esperienza è accolta e ascoltata con rispetto. Un dialogo con alunni e docenti anticipato dalla proiezione del video che racconta la sua storia, il suo dramma di vita ma anche la sua prorompente azione di divulgazione affinché non si ripeta ciò che è capitato a lei e alla sua famiglia.

Queste trenta scuole visitate dal coraggioso esempio di Alessandra Cuevas parteciperanno al Concorso appositamente istituito per fare conoscere sempre più la piaga del femminicidio, la piaga della violenza, in particolare quella sessuale perpetrata a danno di giovanissime e spesso bambine. Ora la scuola grazzanisana, compresa quella della sede distaccata di Brezza, avrà modo di lavorare a questo progetto con un lavoro sinergico di alunni e docenti proiettato a diffondere il sentimento del rispetto e della ferma condanna di ogni comportamento delittuoso contro la persona umana.
La partecipazione attenta dei ragazzi ha fatto chiaramente trasparire una virtuosa azione preparatoria all’argomento <egregiamente svolta dal corpo docente> – così come dichiarato dalla stessa dirigente Roberta Di Iorio che fortemente ha desiderato questo momento di riflessione, sempre pronta a promuovere iniziative tendenti al miglioramento sociale e culturale del territorio.

Nella stessa direzione è andato l’incontro scolastico tenutosi nella stessa mattinata a Castel Volturno nell’istituto alberghiero “Vincenzo Corrado”; un confronto sulla tematica della violenza portata dalla forte testimonianza della mamma di Santo Romano, il giovane diciannovenne ucciso a colpi di arma da fuoco per il semplice motivo di aver pestato un piede che calzava una scarpa pregiata, un futile motivo per cui la vita umana è stata ridotta ad una semplice “comparsa”.
<Il momento intenso di dialogo e riflessione – racconta uno dei docenti della scuola castellana – ha aiutato a comprendere quanto siano importanti valori come la giustizia e la responsabilità.
Incontri come questi ricordano a tutti quanto la scuola possa essere anche un luogo di crescita umana, oltre che di formazione culturale.


