Se i Comuni si sporcassero le mani …

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editoriale di Bruno Marfè

Da Castel Volturno un “esempio” per tutti.

La Spiaggia delle Tartarughe e il vero investimento per il futuro del Basso Volturno.

Sabato mattina, alla foce dei Regi Lagni, non c’erano polemiche. C’erano guanti, sacchi, volontari. E c’erano tanti bambini sulla sabbia. Per questo ho scelto di aspettare qualche giorno prima di intervenire nel dibattito seguito all’iniziativa del 21. Non per evitare il confronto, ma per rispetto verso il lavoro fatto e perché, prima delle parole, parlassero i fatti: tonnellate di rifiuti rimossi, un tratto di costa restituito alla sua dignità, una comunità che si è ritrovata attorno a un obiettivo comune. Nel frattempo si è discusso di costi e di “chi paga”. È una domanda legittima. Ma ce n’è un’altra, forse più importante: quanto costa non fare nulla?

 Il silenzio dell’azione

La consapevolezza ambientale non nasce da un post sui social o da una polemica. Nasce dal tempo, dall’esempio, dalla presenza. La nostra risposta al tema economico sta in ciò che non compare in un bilancio: plastica che non finirà in mare, microplastiche che non entreranno nella catena alimentare, e soprattutto cento ragazzi che hanno imparato che il territorio si difende con i gesti, non con le parole. Quella giornata non è stata una semplice raccolta di rifiuti. È stata un atto di responsabilità collettiva.
Quando le scuole Garibaldi e Vincenzo Corrado partecipano spontaneamente, in un giorno di festa, si capisce che non si tratta di una spesa: è il vero investimento sul futuro del territorio.

Perché esserci fa la differenza

Qualcuno si chiede: “Non dovrebbe occuparsene il Comune?” Certo, la pulizia ordinaria è un dovere delle istituzioni. Ma gli interventi straordinari hanno un valore diverso: trasformano un servizio in educazione civica, una necessità in consapevolezza.
Pulire la Spiaggia delle Tartarughe significa:
– Proteggere la biodiversità: ogni rifiuto in meno è un ostacolo in meno per la Caretta caretta.
– Tutela della salute: la plastica si frammenta, diventa microplastica e ritorna nei nostri piatti.
– Ricostruire fiducia: vedere il Sindaco, l’Assessore e i rappresentanti dell’Ente Riserve lavorare accanto ai volontari rompe la distanza tra cittadini e istituzioni.

Quando le istituzioni si sporcano le mani, la comunità smette di sentirsi sola.

Il costo dell’azione e il prezzo dell’indifferenza. Ogni intervento ha un costo. Ma il degrado costa di più: in bonifiche future, in danni ambientali, in perdita di opportunità, in sfiducia sociale.
Prevenire è sempre meno costoso che riparare. E investire oggi nella cura del territorio significa evitare domani emergenze più gravi e più onerose.
La vera domanda, allora, non è chi paga un’iniziativa. La vera domanda è: chi pagherà le conseguenze dell’indifferenza?

   Insieme, oltre le divisioni

La giornata di sabato ha mostrato qualcosa di importante: quando realtà diverse – Plastic Free, Legambiente Domizia, Elsa ETS, LIPU, WWF e tante altre – lavorano insieme, il risultato va oltre le singole sigle. Nessuno era protagonista. Tutti erano parte della stessa comunità. E forse è proprio questo il segnale più forte: la rinascita del Basso Volturno non passa dalle polemiche, ma dalla capacità di collaborare, di esserci, di assumersi una responsabilità condivisa.

 La rinascita comincia dalle mani

Castel Volturno e il suo territorio hanno bisogno di progetti, di risorse, di visione. Ma hanno bisogno soprattutto di persone disposte a fare la propria parte. Noi continueremo a esserci. Senza rumore, senza bandiere, pronti a tornare in spiaggia ogni volta che il mare avrà bisogno di noi. Perché la cura del territorio non è una questione politica. È una scelta di comunità.

                                                              E perché il futuro non si difende con le polemiche, ma con le mani sporche di sabbia.

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