
per la rubrica PARLIAMONE

La pubblica amministrazione “dovrebbe” dare il buon esempio.
La D.E.A. denuncia il deposito di rifiuti estratti dal “Fiumarella”.
Segnalazioni “cestinate”. E nessuno paga!

Quando un privato cittadino effettua uno scarico abusivo di rifiuti viene “intrappolato” dalle video-trappole, come quelle che l’amministrazione comunale di Grazzanise ha disseminato sul territorio extra-urbano, viene punito con una ammenda (ed è sacrosanto) o con la pena detentiva se lo scarico ha un contenuto pericoloso. Ma quando ciò accade perché azione di un Ente pubblico, quando lo scarico di rifiuti avviene in occasione di lavori pubblici o interventi manutentivi a cura e per conto di una istituzione perché non “paga” nessuno?
La domanda che i cittadini si pongono è più che legittima e la stessa “drammatica” domanda se la pone anche il Presidente della D.E.A., l’associazione di difesa ecologica e ambientale con sede in Grazzanise. Tutti ricordano la passerella istituzionale del 14 febbraio del 2024, quella effettuata al Centro di Educazione Documentazione Ambientale “Pio La Torre” di Santa Maria la Fossa, quando alla presenza del Presidente della Giunta Regionale, Vincenzo De Luca, il Commissario Straordinario del Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno, di Francesco Todisco, di Vera Corbelli e Francesco Vincenzi, rispettivamente Segretario Generale dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e Presidente Nazionale dell’Associazione Consorzi di Gestione e Tutela del territorio e acque irrigue. In quella occasione fu annunciata l’apertura del cantiere del Canale scolmatore Fiumarella.

Fin qua tutto bene, anche se i lavori sono stati attesi per quasi venti anni. <Il problema è – ci fa sapere Giuseppe Parente, presidente della D.E.A. – che dal mese di marzo dell’anno in corso, a seguito dei lavori presso lo scolmatore, in diversi punti del territorio di Grazzanise, e di quelli a confine con la vicina Casal di Principe, giacciono enormi cumuli di rifiuti speciali estratti durante i lavori e di pneumatici>.

I famosi “sacchi bianchi”, in cui si selezionano i materiali recuperati durante le bonifiche, giacciono ancora là da sei mesi, come quelli presenti da oltre 8 (otto) anni nel canale di bonifica in territorio di Santa Maria la Fossa.
La segnalazione dei volontari della D.E.A. è stata inviata a suo tempo alle autorità competenti sul territorio, precisamente al Comune di Grazzanise, Casal di Principe e Cancello ed Arnone, alla Direzione Generale per l’Ambiente e l’Ecosistema della Regione Campania e perfino al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Da allora, marzo 2025, sono trascorsi sei mesi infruttuosamente, i cumuli giacciono ancora nei luoghi segnalati e fortunatamente non andati a fuoco durante la scorsa calura estiva, periodo in cui sarebbe stato un vero e proprio disastro vedere ridotti in cenere i cumuli di pneumatici e di tubi neri in plastica per l’irrigazione dei campi (ma non avrebbe pagato nessuno, soltanto i polmoni degli inermi cittadini).
Il 21 settembre, a seguito di un ennesimo monitoraggio compiuto dai volontari della D.E.A., è stata portata ad ulteriore conoscenza delle medesime autorità lo stato di abbandono dei rifiuti.


