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Blog di Peppino Pasqualino (Giornalista Pubblicista freelance & blogger)
per la rubrica … PARLIAMONE !
Scogliere, voti e dune…
…perché la difesa del litorale di Castel Volturno non può essere solo una questione di opere

a cura di Bruno Marfé
Questo approfondimento nasce come naturale prosecuzione di un confronto aperto. L’articolo pubblicato sul blog Basso Volturno e le riflessioni emerse nei commenti hanno riportato al centro una verità spesso rimossa: distinguere tra ciò che è un fenomeno naturale e ciò che è, invece, una responsabilità umana e istituzionale non è un esercizio di retorica, ma un passaggio necessario.

Riconoscere che il mare “fa il mare” non significa assolvere decenni di scelte mancate, tolleranze e rinvii. Allo stesso modo, denunciare l’inerzia politica senza misurarsi con i limiti fisici del territorio rischia di produrre soluzioni solo apparenti. Da qui nasce l’esigenza di andare oltre il commento e di affrontare il tema della difesa del litorale di Castel Volturno con uno sguardo più strutturale, fondato sui dati, sulla scienza e sulle responsabilità di chi è chiamato a decidere.

Nel dibattito pubblico che ciclicamente si riaccende dopo ogni mareggiata, la parola “scogliera” viene evocata come una soluzione automatica. Eppure, proprio l’esperienza del litorale domizio e di Destra Volturno dovrebbe indurre a una riflessione più profonda, coerente con quanto da anni indicano studi e linee guida istituzionali.
Nel corso degli ultimi decenni, le scogliere realizzate lungo il litorale di Castel Volturno hanno seguito una logica frammentata: interventi puntuali, spesso orientati alla tutela di singole attività, più che inseriti in una strategia complessiva di difesa costiera. I rapporti ISPRA sul dissesto costiero sottolineano come le opere rigide, se non inserite in un quadro unitario di gestione del litorale, tendano a produrre benefici limitati nel tempo e spesso a trasferire l’erosione verso tratti adiacenti.
Dal punto di vista scientifico, la letteratura è chiara: le scogliere non arrestano l’erosione, ma ne modificano temporaneamente la distribuzione. Le linee guida ISPRA evidenziano come, in contesti dinamici caratterizzati da forte mobilità dei sedimenti, le opere rigide perdano efficacia nel medio periodo, richiedendo continue manutenzioni e nuovi investimenti pubblici.
Ampie porzioni di Destra Volturno ricadono inoltre in aree golenali e a pericolosità idraulica elevata, come riconosciuto dagli stessi strumenti di pianificazione. Su questo punto, le indicazioni europee sulla Gestione Integrata delle Zone Costiere raccomandano soluzioni basate sulla rinaturalizzazione, sull’arretramento controllato e sul ripristino dei sistemi naturali di difesa.
Il ripristino delle dune costiere rappresenta una delle soluzioni più efficaci e sostenibili: assorbe l’energia del moto ondoso, si adatta ai cambiamenti climatici e preserva l’ecosistema. Ma richiede scelte politiche chiare, spesso impopolari, che finora sono state rinviate.
Il problema di Castel Volturno non è la mancanza di studi o di alternative, ma l’assenza di una decisione strutturale. Continuare a investire in interventi simbolici significa gestire l’emergenza, non il territorio.


