Realtà sempre più connesse: Castelvolturno e Napoli.
Interazione culturale sempre più forte.
Siamo solo all’inizio, ma la direzione è quella giusta.
da Castelvolturno Bruno Marfè
Dopo aver “esplorato” la figura di Felice Balsamo — scrittore, osservatore e amico — è naturale continuare ad approfondire il nostro rapporto “lavorativo” su un terreno che ci unisce: la volontà di promuovere una interazione culturale più forte tra Napoli e Castel Volturno, due realtà così distanti ma profondamente interconnesse.
Napoli, con la sua ricca storia, il suo linguaggio vibrante e la sua vocazione artistica, è il palcoscenico del mondo. Qui, la creatività, le contraddizioni e il genio si intrecciano in un’atmosfera unica. Castel Volturno, invece, rappresenta il retropalco di questa scena: un luogo dove i riflettori brillano meno frequentemente, ma dove si sviluppano dinamiche umane e sociali intense, degne di ascolto e riflessione.
È da questa consapevolezza che è emersa una collaborazione, una sinergia caratterizzata dalla fiducia reciproca, da visioni complementari e da obiettivi condivisi. Tra i ‘compiti’ più significativi, spicca il contributo alla trasmissione Campania Solidale, condotta da Roberta Gaeta, consigliera regionale sempre attenta alle questioni sociali e culturali del nostro territorio, e di cui Felice è fidato collaboratore.

Ogni martedì su TeleVomero, Campania Solidale si propone come un forum di confronto, dando voce a espressioni autentiche della nostra regione. In questo contesto, Felice collabora attivamente con Roberta, contribuendo alla selezione e all’invito di ospiti significativi: uomini e donne che, attraverso le loro esperienze, idee e impegni, descrivono una Campania più equa, inclusiva e consapevole.
Molti degli ospiti che ho avuto l’onore di suggerire e che Felice ha già invitato o inviterà in trasmissione hanno forti legami con Castel Volturno. Alcuni risiedono qui, altri lavorano nel territorio, mentre altri ancora affrontano quotidianamente le sfide e le potenzialità di questa area: artisti, attivisti, imprenditori sociali, operatori culturali, volontari, professionisti dell’educazione. Le loro storie — spesso poco raccontate — meritano di essere portate alla luce.
Perché ogni ponte si costruisce partendo dalle persone. E queste persone sono Felicia, Moustapha, Mamadou, Paola, Leda, Alberto, Douglas, Nubia, Luigi, ognuna con il suo vissuto che racconta delle difficoltà ma principalmente delle soddisfazioni per le sfide affrontate e vinte.
Questa iniziativa di sinergia culturale, nata quasi per caso, si sta trasformando in un laboratorio vivace e dinamico. Napoli e Castel Volturno non sono mondi contrapposti, ma facce della stessa narrazione. Un racconto che necessita di voci, alleanze e passaggi di testimone. E perché no, di trasmissioni televisive che sappiano dare spazio a ciò che di solito rimane ai margini.



