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Fraternità, solidarietà e dialogo: questi i temi predicati dai Padri Comboniani.

La mostra in itinere con il messaggio di pace.

                 Padri comboniani a scuola

Giunta al quarto appuntamento sul vasto territorio di Castel Volturno, la mostra intitolata “Fratelli e sorelle tutti” approderà all’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Vincenzo Corrado”. Sulla scia di quanto desiderato e testimoniato da Papa Francesco, gli attivissimi Padri comboniani, da tanti anni presenti sul difficile territorio castellano, portano nelle scuole la cultura della fraternità, solidarietà e dialogo tra i popoli.

<A Castel Volturno sono presenti uomini e donne provenienti da ben novantadue nazionalità – racconta Padre Daniele Moschetti un vero e proprio crogiuolo, unico in Italia, in cui occorre sperimentare la gioia del dialogo e della convivenza pacifica>. <15.000 chilometri di muri – aggiunge il comboniano sono stati elevati per separare e dividere, muri psicologici che mirano a diffondere odio tra le popolazioni>.

DODICI PANNELLI CHE PARLANO DI PACE

Attraverso l’esposizione di pannelli e la presenza attiva di tre Padri comboniani e di un volontario le scuole del territorio, in questo caso l’ISIS, saranno a lezione di fraternità dal 12 al 15 gennaio prossimi presso la sede di Pinetamare (Sala Ristorante) e dal 20 al 22 gennaio nell’aula magna della sede centrale del Vincenzo Corrado.

<Uno dei frutti di questa missione educativa è stato il coinvolgimento popolare, e scolastico, che è sfociato nella costruzione e consegna della stupenda struttura sportiva, e di accoglienza, inaugurata l’estate scorsa a destra Volturno> – dichiara Padre Daniele Michetti raggiunto al telefono. I prossimi appuntamenti sono stati fissati per febbraio all’Istituto Comprensivo di Via Occidentale e marzo nel Villaggio Agricolo.

L’opera comboniana fa riscontrare i suoi frutti giorno dopo giorno, un ricamo silenzioso e continuo che tesse, con pazienza certosina, la tela dell’interculturalità, il tessuto del convivere pacifico; tutti desiderano la pace internazionale sui territori di guerra (vedi l’invasione putiniana in Ucraina, quella trumpiana in Venezuela quella di Netanyahu in terra palestinese) ma quanti la coltivano nei propri micro-conflitti quotidiani?

Da Castel Volturno giunge, attraverso l’opera degli eroici Padri comboniani, un segnale forte di fraternità, solidarietà e dialogo; si avrà un’eco dalle sonnolente realtà ecclesiali locali del basso Volturno, territorio foraniale in cui non si registrano attività oratoriali e in cui la presenza religiosa è circoscritta a limitatissimi spazi temporali dedicati soltanto alla liturgia?

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