ORA SCATTERA’ QUALCOSA?

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per la rubrica… “PARLIAMONE”

Grazie alla DEA rinvenuta discarica di auto rubate.

Castelvolturno ancora una volta ferita.

Che “risposta” ci sarà?

“Ora scatterà qualcosa?”: è la domanda che si pongono in tanti e particolarmente i volontari della DEA (Difesa Eco-Ambientale) che da anni si attivano sull’intero territorio casertano e napoletano alla ricerca di siti inquinati.

Tantissimi gli interventi, i punti di osservazione e le segnalazioni trasmesse ufficialmente alle autorità preposte successivamente ai tanti rinvenimenti di discariche abusive sull’intero territorio del basso Volturno, da Capua alla cittadina tirrenica. L’ultimo rinvenimento avvenuto il 1 febbraio, durante un servizio di controllo effettuato dagli operatori volontari della DEA, è stato quello sul territorio, alquanto martoriato, del Comune di Castel Volturno. 

I luoghi nascosti e irraggiungibili

Questa volta i luoghi sono ben nascosti e, a quanto pare, ben conosciuti dalla “banda” che ha eseguito i soliti furti per commissione. In pratica si tratta di una vera e propria discarica per auto rubate e sventrate di ogni elemento utile come ricambio, un alimento insostituibile per il mercato illegale. Il luogo è stato debitamente segnalato all’autorità giudiziaria che dovrà procedere agli accertamenti necessari per risalire agli autori dello scempio ambientale. Al Comune spetterà l’onere di bonificare: un’altra “tegola” sull’amministrazione castellana.

E le telecamere?

I siti individuati e segnalati alle forze dell’ordine e all’Autorità che gestisce Terra dei Fuochi, oltre a presentare carcasse di auto (catalogate come rifiuti altamente inquinanti) sono pieni di rifiuti di ogni genere e particolarmente materiale in fibre di amianto. In uno di questi luoghi “vigila” una telecamera; questa presenza tecnologica certo non ha scoraggiato i “criminali” che hanno depositato i rifiuti pericolosi. Chi controlla questo impianto di video-sorveglianza? La domanda nasce spontanea; non si ha la certezza di una altrettanta risposta “spontanea”.

Il costo di tale rete di videosorveglianza è a carico dei contribuenti, quegli stessi cittadini che hanno diritto ad avere un ambiente pulito o, perlomeno, salvaguardato dall’opera delinquenziale. 

Ah! Dimenticavo! 

GRAZIE AI VOLONTARI DELLA D.E.A. CHE CONTINUANO A “FARE”…

…CIO’ CHE DOVREBBERO “FARE” GLI “ALTRI” BEN PAGATI.

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