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per la rubrica… PARLIAMONE
Il Sindaco dice “NO”.
Rinviato l’evento con l’ospite “Tiktoker”.
a cura di Bruno Marfè
Il rinvio di un evento a Castel Volturno, che avrebbe dovuto ospitare la tiktoker Rita De Crescenzo, è più di un semplice fatto di cronaca locale. È il sintomo di un fenomeno sociale profondo e complesso che sta ridefinendo i confini della cultura, dell’etica pubblica e della rappresentazione sociale in Italia e non solo.
Dicotomia tra Cultura Istituzionale e Sottocultura Digitale

La decisione del sindaco Pasquale Marrandino di mettere un veto sull’evento non è un’azione contro la musica neomelodica o un genere artistico specifico. È un rifiuto di ciò che il sindaco ha percepito come un “dileggio e disprezzo verso le istituzioni”. In questo scontro, la cultura istituzionale, che si fonda su valori di decoro, rispetto e dignità, si scontra con una sottocultura digitale che prospera sull’eccesso, sulla provocazione e su una visibilità spesso costruita su gesti eclatanti e controversi. La tiktoker e i suoi simili utilizzano i social media come un palcoscenico per la loro “arte”, ma le istituzioni non sono disposte a legittimare ciò che considerano un’offesa al decoro pubblico.
L’Amplificazione dei Ruoli Sociali nell’Era Digitale

L’episodio mette in luce come i social media amplifichino non solo la notorietà dei personaggi, ma anche il loro potere di influenzare il dibattito pubblico. Un tempo, figure con un profilo simile a quello di Rita De Crescenzo sarebbero rimaste confinate in spazi di nicchia. Oggi, grazie a piattaforme come TikTok, diventano fenomeni di massa, capaci di catalizzare l’attenzione di milioni di persone. Questo crea un paradosso: la loro visibilità è così vasta che persino un’autorità politica, nel tentativo di opporsi, finisce per amplificarne ulteriormente la risonanza. La ribalta mediatica diventa un “teatro” dove sia il politico che l’influencer, pur su fronti opposti, recitano una parte che li mantiene entrambi sotto i riflettori.
La Ricerca di Nuovi Modelli Culturali
Il sindaco Marrandino non ha solo respinto un evento, ma ha proposto un’alternativa chiara: festival jazz, musica d’autore, cinema. Questa visione rappresenta il desiderio di riscattare un’immagine stereotipata di Castel Volturno, spesso associata a problemi sociali e a una certa superficialità culturale. L’amministrazione sta cercando di costruire un nuovo modello culturale che sia elevato, inclusivo e che possa fungere da volano per il riscatto sociale. È una scelta audace, che punta a riaffermare l’importanza della cultura di qualità come strumento di crescita e di dignità per una comunità intera.
In conclusione, l’episodio di Castel Volturno è una finestra su una battaglia più ampia: quella tra l’esigenza di decoro e rispetto delle istituzioni e la dilagante visibilità di una sottocultura che non si cura dei confini tradizionali. L’attenzione mediatica generata da questo scontro dimostra che siamo nel pieno di una transizione culturale, dove le vecchie regole del “palcoscenico” pubblico non valgono più e dove ogni attore, dal politico all’influencer, deve ricalibrare il proprio ruolo in un mondo sempre più interconnesso e polarizzato.




2 risposte
Ha deciso giustamente.
La sottocultura non ha mai prodotto crescita spirituale che poi si esprime nel rispetto delle leggi etiche e morali .Sono d’accordo con il sindaco e ne condivido appieno le motivazioni.