“PARLIAMONE”

Il caro scuola: una sfida economica che pesa soprattutto al Sud
La ripartenza del nuovo anno scolastico rappresenta, per molte famiglie italiane, una sfida economica non indifferente. Il cosiddetto caro scuola è un fenomeno che interessa l’intero Paese, come evidenziato da un servizio di LA7 del 1° settembre 2025, ma che si manifesta con maggiore impatto nel Meridione, dove il reddito medio è più basso e gli strumenti di supporto risultano spesso più fragili. Le difficoltà e le lamentele dei genitori si fanno sentire anche nel territorio del basso Volturno.
Libri di testo: un costo, ma non il problema principale
Contrariamente a quanto si possa pensare, il costo dei libri di testo non è considerato la spesa più gravosa. “Il caro-libri è un falso, falsissimo problema”, affermano alcuni librai. Il vero nodo è la mancanza di una regolamentazione chiara sul mercato dell’usato, come sottolinea il gestore di una nota libreria di Caserta. La compravendita di libri di seconda mano, sebbene diffusa tra gli studenti, non è regolamentata per le librerie, che rischiano sanzioni in assenza di prove di provenienza. A complicare il quadro, la frequente sostituzione dei testi da parte delle scuole: “Un libro di storia potrebbe accompagnare l’alunno per tutto il ciclo con volumi successivi. Invece viene cambiato dopo appena uno o due anni. Non so se dipenda dai docenti o dal ministero, ma accade sistematicamente”. Questo ricambio rapido riduce la disponibilità di usato e costringe le famiglie all’acquisto di volumi nuovi, rendendo difficile il risparmio.

Il peso degli accessori: tra marketing e consumismo
Il vero “salasso” familiare è rappresentato dagli accessori scolastici. Secondo Gino Scognamiglio, gestore della storica cartoleria-libreria Edicolè di Castel Volturno, “I social riempiono la testa dei ragazzi,” spingendoli a desiderare prodotti di marca e all’ultima moda. L’influenza dei social media e del marketing porta a volere “zaini come quello di Geolier da 80 euro, quando uno equivalente si trova a 20”. Lo stesso vale per il materiale di corredo: “Dai quaderni ‘griffati’ ai pastelli… per un buon quaderno si possono spendere 50/60 centesimi mentre quelli della marca che va per la maggiore si può arrivare anche a 5€. Un pacco di pastelli di una nota marca può costare oltre 10€, mentre uno equivalente ma meno noto non supera i 4€”. Questa pressione mediatica rende difficile per le famiglie contenere le spese, anche quando cercano soluzioni più economiche, come acquistare rimanenze di magazzino. Per molti studenti, tuttavia, il prodotto “vecchio” non è accettabile: conta solo l’articolo all’ultima moda.
Cifre e costi reali
Il quadro nazionale conferma l’entità delle spese:
• Corredo scolastico: tra i 600 e i 700 € per studente
• Libri di testo: circa 580 € per le scuole medie, oltre 1.250 € per le superiori
• Spesa complessiva: fi no a 1.300 € per studente
Queste cifre, già elevate di per sé, pesano in maniera particolare nelle regioni del Sud, dove la capacità di spesa è più limitata.
I buoni libro: tra sostegno e ritardi
I buoni libro rappresentano uno strumento di supporto fondamentale per molte famiglie del Mezzogiorno. Tuttavia, il loro funzionamento è storicamente segnato da ritardi burocratici che ne compromettono l’efficacia. <Un tempo le domande si presentavano a ottobre e i voucher arrivavano a dicembre, quando le case editrici erano già chiuse. I ragazzi ricevevano i libri a febbraio> – racconta un libraio locale.
Negli ultimi anni, le tempistiche sono migliorate, ma restano lontane dall’essere ottimali. In molte zone del Sud, i genitori ricevono i buoni quando la scuola è già iniziata, spesso a settembre inoltrato o addirittura ad ottobre. Questo significa che i libri vengono acquistati con ritardo e gli studenti iniziano l’anno scolastico senza tutto il materiale necessario. Al contrario, in molte città del Centro-Nord, i buoni vengono distribuiti già tra maggio e giugno, permettendo alle famiglie di affrontare l’acquisto con maggiore serenità e tempismo.
Infine c’è da ricordare che il meccanismo resta oneroso per i librai che devono anticipare l’acquisto dei testi con prospettive di rimborso a lungo termine, esponendosi a rischi economici non trascurabili.




