L’arte della pace che dovremmo imparare!

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Arte, solidarietà e speranza si incontrano a Castel Volturno.

 Un murales unisce i popoli.

a cura di Peppino Pasqualino 

Centro Fernandes

Il 10 agosto, Castel Volturno ha vissuto una serata che resterà nella memoria della comunità e dei giovani ucraini ospitati dal Centro Fernandes. Un momento di forte valore simbolico, segnato dall’inaugurazione di un “murales” nato per essere non solo un’opera d’arte, ma un manifesto di unità e fratellanza tra i popoli. L’opera è il frutto della collaborazione tra l’artista Alessandro Ciambrone, i ragazzi ucraini e gli ospiti del Centro, realizzata nell’ambito del progetto “È più bello insieme”, promosso congiuntamente da Ucraina e Santa Sede.

Durante la cerimonia, Antonio Casale, anima e motore dell’evento, ha invitato l’assessore Andrea Scalzone a firmare il murales. Un gesto che, nelle parole di Casale, “rappresenta la sigla del Comune”, sigillando così l’impegno dell’amministrazione a sostegno dei valori di pace e accoglienza. Casale ha definito Ciambrone “un artigiano della pace”, elogiandone l’umiltà e la dedizione: “Quest’opera è nata dalle mani e dai cuori di chi rifiuta l’odio e la violenza, scegliendo di costruire ponti e non muri.”

Nel corso della serata, Casale ha annunciato un appuntamento di rilievo: la visita del Cardinale Matteo Maria Zuppi e dell’ambasciatore ucraino presso la Santa Sede.
Un’occasione storica, che potrà dare nuova luce alla comunità e rafforzare il legame con i ragazzi ospitati. Il consigliere provinciale Coronella, intervenendo, ha dichiarato di sentirsi “a casa” a Castel Volturno, definendo l’amministrazione “un’amministrazione dell’anima” e invitando tutti a “camminare fianco a fianco per una terra così bella.”

il M.o Giovanni Izzo (artista fotografo)

La serata è stata un inno alla solidarietà, con la presenza di realtà e persone che ogni giorno sostengono il tessuto umano della città: Sergio e Florence di Emergency, “un
tassello fondamentale della solidarietà a Castel Volturno”. Le comunità neocatecumenali, rappresentate da Altamir e la sua famiglia. Il maestro Izzo, affezionato amico del Centro Fernandes. La dottoressa Sales e suo marito, l’ingegnere Marfé, con Casale che ha definito il volontariato della dottoressa “un servizio davvero unico”.

Casale ha ricordato che la pace si costruisce con azioni concrete, come l’accoglienza di ragazzi che hanno conosciuto una realtà “inimmaginabile”. Visibilmente commosso, l’assessore Scalzone ha definito il Centro Fernandes “un luogo magico” e ha auspicato che i ragazzi possano tornare il prossimo anno “in un clima più sereno e, soprattutto, di pace”.

 

La chiusura è stata affidata alla voce di Nicholas, uno dei giovani ospiti, che ha pronunciato un unico, sincero “Grazie”: un ringraziamento breve ma capace di racchiudere emozione, gratitudine e speranza.

Una risposta

  1. Ci sono momenti che si fissano nel tempo come pietre miliari, riconoscibili anche da lontano, come per me ora. Avverto nelle parole di questa commento sopra che concetti consumati e spesso svuotati, come pace, fratellanza, vicinanza si rivelano nella loro sostanza più autentica. Non come definizione scolpita su carta, ma come impronta viva della riflessione. Non un sentimento fragile, ma una trama silenziosa che lega gesti, mani e sguardi, cucendo insieme ciò che in un’altra latitudine è stato brutalmente spezzato dalla ottusità della guerra…

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  1. Ci sono momenti che si fissano nel tempo come pietre miliari, riconoscibili anche da lontano, come per me ora. Avverto nelle parole di questa commento sopra che concetti consumati e spesso svuotati, come pace, fratellanza, vicinanza si rivelano nella loro sostanza più autentica. Non come definizione scolpita su carta, ma come impronta viva della riflessione. Non un sentimento fragile, ma una trama silenziosa che lega gesti, mani e sguardi, cucendo insieme ciò che in un’altra latitudine è stato brutalmente spezzato dalla ottusità della guerra…

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