La D.E.A. denuncia: ancora pericolo amianto.

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per la rubrica … “PARLIAMONE”

Brezza di Grazzanise: capannoni abbandonati con copertura in M.C.A.

Informate le Autorità grazie ai volontari della D.E.A.

Continua imperterrita l’opera di monitoraggio della D.E.A. di Grazzanise, l’associazione di volontariato che si dedica a verificare le condizioni ambientali dell’intero territorio casertano e napoletano e denunciare la presenza di discariche abusive e di eventuali materiali pericolosi abbandonati nell’ambiente. Grazie all’opera della D.E.A. (Difesa Eco-Ambientale) negli ultimi anni sono stati accesi i riflettori su tante discariche abusive e molte di queste, grazie alle segnalazioni inviate alle autorità competenti, sono state bonificate.

E’ di qualche giorno il grave illecito ambientale scoperto dai volontari della D.E.A.: una massiccia presenza di manufatti realizzati con “copertura a doppia volta in verosimile amianto in pessimo stato manutentivo e parzialmente crollato al suolo all’interno di un area di circa 3500 mq, presumibilmente di proprietà privata in stato di evidente abbandono e potenziale rilascio fibre: il tutto in agro di Grazzanise> – si legge testualmente nella nota inviata all’Azienda Sanitaria Locale competente territorialmente e all’Agenzia Regionale per la Tutela Ambientale.

<Noi giorni scorsi fa sapere il Presidente della D.E.A., Giuseppe Parentedurante un servizio di  vedettaggio ambientale effettuato da alcuni volontari ambientali dell’associazione D.E.A in agro di Brezza, frazione di Grazzanise, veniva riscontrata la presenza di un’area di circa 3500 mq che un tempo era adibita ad azienda agricola. Nel sito in oggetto erano presenti otto strutture con copertura in eternit in verosimile amianto>.

<In totale – precisa la nota della D.E.A. – si stima che approssimativamente i capannoni misurano una volumetria complessiva di circa 3000 mc di materiali cancerogeni e risultano realizzati con blocchi cementizi e con copertura a doppia volta con tetto interamente in verosimile amianto parzialmente crollato>. <Le lastre ondulate – continua la nota – appaiono rotte e frantumate a terra. Il materiale, verosimilmente in amianto, esposto agli agenti atmosferici e al crollo, può rilasciare fibre aerodisperse con grave rischio per la salute pubblica dei residenti nelle vicinanze e per l’ambiente circostante>.

Adesso la “patata bollente” passa all’ASL e all’Agenzia Regionale per la Tutela Ambientale per verificare la presenza del rischio di fibre e “caratterizzare” la tipologia dei materiali presenti.

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