Faro di cultura … ecco perchè!

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp

Semi di luce a Castel Volturno:

Mattinata di cultura, spiritualità e memoria per la presentazione del libro di Simone Maria Da Conceição.

a cura di Bruno Marfè

Si è svolta in un’atmosfera magica e di profonda condivisione, nella splendida cornice del Lido Luise che ha ospitato l’evento grazie all’affettuosa accoglienza dei proprietari Tiziana e Gianmario, la presentazione del libro “La Luce dentro di Noi” (Youcanprint, 2025) della scrittrice e formatrice Simone Maria Da Conceição, di cui sono stato uno degli ospiti.

Nonostante la calda mattinata di sabato, l’incontro ha richiamato un pubblico attento di amici, residenti ed esponenti della comunità italiana e brasiliana, uniti dal desiderio di fare rete intorno alla cultura e al territorio.

L’apertura e il ricordo di Peppino Di Capri

La mattinata si è aperta con i saluti introduttivi di Pasquale Iorio, instancabile animatore culturale del territorio, ironicamente ringraziato nel corso dell’evento per la sua capacità di riunire i “fanti della cultura” anche nei momenti più insoliti dell’estate. Subito dopo, le note del primo intermezzo musicale del maestro Ciro Formisano hanno introdotto il clima d’ascolto della platea.

Il mio primo intervento ha voluto rendere omaggio a un gigante della musica campana e italiana, Peppino Di Capri, scomparso proprio questa mattina (ieri per chi legge). Subito dopo il ricordo, l’intervento si è focalizzato sul legame personale con l’autrice: un’amicizia nata a Napoli grazie a un “ponte” tutto al femminile, creato dalle amicizie comuni delle donne brasiliane della città, di cui fa parte anche la moglie del relatore. Una circostanza che incarna perfettamente il messaggio del libro: il valore dell’incontro come atto sacro e la capacità di abbattere le barriere.

La disamina tecnica e il senso del sacro

Successivamente, Alfonso Caprio ha offerto una dettagliata disamina del testo. Caprio ha evidenziato come l’opera non sia un manuale dogmatico, ma un percorso che unisce. Ha poi illustrato la distinzione chiave tracciata dall’autrice tra religiosità (la struttura organizzata) e spiritualità (l’essenza libera e interiore), richiamando la splendida metafora del libro sui due fiumi che, incontrandosi, rendono l’acqua più potente. Caprio ha toccato i temi centrali del volume: l’amore come scelta trasformativa, il dialogo tra fede e scienza, il perdono e il ruolo attivo dei giovani.

Il testimone è poi passato allo scrittore Vittorio Russo, che con la sua consueta verve e profondità ha confessato con ironia di aver pregato “alla sua maniera da non credente” affinché i tempi si accorciassero, paragonandosi scherzosamente a San Lorenzo sulla graticola. Russo, pur non avendo ancora letto il libro, ne ha preconizzato un giudizio favorevole, elogiando chiunque affronti la sfida della scrittura. Ha evocato il concetto del viaggio: “Se io viaggio nella geografia e vado in India per trovare me stesso, si confondono le finalità. Tu, Simone, viaggi al contrario: viaggi dentro di te”. Richiamando il filosofo Rudolf Otto, Russo ha auspicato di trovare nel testo non solo la spiritualità, ma il senso profondo del sacro, inteso come “horribilis et fascinans”, qualcosa che atterrisce e affascina al tempo stesso.

Il dialogo con l’autrice: Castel Volturno luogo dell’anima

Il momento centrale è stato il dialogo diretto con l’autrice, introdotto da una mia domanda precisa su quale fosse il primo passo concreto da compiere l’indomani per trasformare questa “luce” in azione.

Simone Maria Da Conceição ha risposto partendo dalla struttura stessa del suo libro, pensato come un esperimento interattivo e pratico che unisce parabole, pensieri e proposte concrete, lasciando uno spazio bianco per le riflessioni del lettore. Per rispondere, ha letto la parabola del capitolo 11, Il coraggio dell’incontro, incentrata su una bambina che, assemblando una tavola dopo l’altra, costruisce un ponte con un villaggio vicino che si credeva nemico. Simone ha quindi offerto alla platea alcune pratiche quotidiane: l’ascolto senza giudizio, il frequentare persone diverse e il non temere il silenzio condiviso.

L’autrice ha poi svelato la genesi dell’opera, definendola “una magia” nata tra le Canarie e Castel Volturno. Difendendo con forza e amore quest’ultima terra, ha dichiarato:

“Per me Castel Volturno è un posto magico, una scelta. Qui c’è il silenzio con cui creo e dove ho fatto crescere i miei figli. Qui si incontrano persone di ogni tipo; dietro ognuna c’è una storia che può diventare un libro, un incontro, un nuovo ponte”.

Simone ha anche condiviso la storia della copertina, nata digitalmente da un vecchio bozzetto di sua figlia Joanna da bambina, simbolo del legame indissolubile tra passato, presente e futuro. Infine, ha lanciato un accorato appello ai giovani presenti (ironicamente “buttati giù dal letto” per l’occasione) e agli adulti, interrogandosi su dove la società odierna stia sbagliando nel tramandare la conoscenza e l’arte che ognuno ha dentro. “Prendete un foglio e scrivete. Sentire la forza di scrivere è un’arte, è qualcosa che brucia dentro”, ha concluso, esortando al dialogo intergenerazionale.

I saluti finali

Dopo aver espresso profonda gratitudine verso gli amici italiani e brasiliani e aver ricordato il ripristino dell’associazione locale iscritta al Runts per continuare a fare progetti sul territorio, la mattinata si è conclusa con un caloroso applauso a Ciro Formisano, che ha chiuso l’incontro suonando Maruzzella, e i saluti finali di Pasquale Iorio, lasciando nei presenti un autentico senso di pace e la promessa di continuare a gettare ponti culturali sul territorio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altri Articoli

Un “premio” che fa cultura

Il premio “Un angelo nel mio cuore” giunto alla 5^ edizione. In memoria di “Virginia” libri gratis agli alunni meritevoli. La cerimonia ufficiale sarà tenuta

Non solo mare

Alla scoperta della nostra luce interiore. Un incontro speciale domani a Castel Volturno. La ricerca interiore, il senso profondo della vita e

Il Papa ringrazia Attilio Pepe

Premio ischitano al capuano Attilio Pepe. Il suo libro apprezzato da “Approdi d’autore” e … dal Papa Leone XIV.  E continua a tambur battente ad inanellare

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *