

Rubrica dedicata al tema di Protezione Civile.
La risposta emotiva di fronte al pericolo.
Tra i fattori che influiscono in una situazione di stress o di emergenza, il più importante è quello psicologico: se la persona coinvolta riesce a reagire positivamente, conservando la volontà di lottare contro gli ostacoli, riuscendo a controllare il panico e ad eliminare ogni pensiero depressivo, avrà il massimo delle possibilità di sopravvivere.
Se, al contrario, la persona in pericolo diviene preda del panico, avrà possibilità di sopravvivere molto più scarse.
Ad esempio: Se si rimane chiusi in un ascensore, una risposta può essere il
… restare calmo, chiamare aiuto ed aspettare i soccorsi respirando regolarmente”
mentre un’altra può essere quella di…
“perdere la calma, essere presi dalla paura di soffocare, urlare e svenire,
peggiorando così una situazione facilmente risolvibile, dal momento che da svenuti è impossibile domandare aiuto”.
Il panico è la sensazione acuta che sta succedendo qualcosa di spaventoso da cui possiamo essere gravemente danneggiati;
esso provoca:
L’ACCELERAZIONE DEL BATTITO DEL CUORE
L’AUMENTO O LA CADUTA DELLA PRESSIONE ARTERIOSA
IL TREMORE ALLE GAMBE
LA DIFFICOLTA’ DI RESPIRARE
IL GIRAMENTO DI TESTA E VERTIGINI
Quando sopravviene il panico diminuiscono alcune capacità fondamentali per la sopravvivenza, come:
L’ATTENZIONE
LA CAPACITÀ DEL CORPO DI RISPONDERE AI COMANDI DEL CERVELLO
LA FACOLTÀ DI RAGIONAMENTO
Uno degli effetti del panico può anche essere quello di ingigantire un pericolo in realtà abbastanza relativo, il che porta la persona ad una reazione spropositata, che da sola può anche causare la morte dell’individuo stesso.
Ad esempio, se in casa avviene un inizio di incendio dovuto all’impianto elettrico, una persona preda del panico potrà immobilizzarsi, rischiando così gravi ustioni oppure potrà buttarsi dalla finestra.
In entrambi i casi il panico e non l’incendio sarà la causa reale.


