Intervista a Daniela Cenciotti: l’artigianato della cultura che illumina Castel Volturno.

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Blog di Peppino Pasqualino (Giornalista Pubblicista & blogger)

Attrice, regista, autrice, docente e direttrice artistica: Daniela Cenciotti, a lei il riconoscimento per il suo impegno culturale.

Sala dei Baroni di Napoli

 

NAPOLI, 9 novembre 2025 

La Sala dei Baroni del Maschio Angioino ha accolto la VI edizione del Premio Letterario Nazionale Publio Virgilio Marone, trasformandosi in un palcoscenico di emozioni e riconoscimenti per il mondo della cultura. Tra i premiati, spicca il nome di Daniela Cenciotti, attrice, regista, autrice, docente e direttrice artistica del Festival del Cinema di Castel Volturno. A lei è stato conferito un riconoscimento speciale per l’impegno culturale e per la capacità di unire, in un’unica visione, arte e territorio.

«Nel mio lavoro – racconta Cenciottinon ho mai pensato ai premi. Il mio è un artigianato piccolo, fatto di pazienza e speranza: la pazienza di trovare i mezzi per rendere visibili i lavori, e la speranza che ciò che si crea arrivi davvero a chi lo riceve. Questo premio è la conferma che, forse, il messaggio è arrivato».

 Una filosofia del fare che si riflette nel suo impegno a Castel Volturno, dove da anni guida il Festival del Cinema, oggi riconosciuto come uno dei più vivaci appuntamenti del cinema indipendente in Campania. «Il Festival nasce come una scommessa – spiega-: cambiare l’immagine di Castel Volturno, spesso raccontato solo come luogo di degrado e sconfitta, per restituirgli la sua verità. È un territorio complesso, ma proprio nella sua complessità risiede la sua bellezza».

 Niente red carpet, ma incontri autentici tra autori, registi e pubblico. Un modo per riportare l’arte cinematografica al suo valore originario: confronto, emozione e costruzione di senso. «Vogliamo creare un polo di eccellenza artistica in un’area nevralgica per la Campania – continua-. Portare qui il grande schermo e il teatro significa accendere un riflettore culturale su un territorio che ne ha bisogno».

 Oltre alla direzione artistica, Daniela Cenciotti dedica gran parte del suo tempo alla formazione delle nuove generazioni, insegnando dizione e lettura interpretativa tra Napoli e provincia. «La formazione è la base di tutto. L’arte, come la vita, ha bisogno di radici solide. Non basta il talento: servono chiarezza, professionalità e padronanza del linguaggio. Purtroppo, viviamo un’epoca in cui abbiamo impoverito il linguaggio dei giovani, semplificandolo per presunta incapacità di concentrazione. Ma siamo stati noi a renderli così».

 Un pensiero lucido e appassionato, che traduce in azione concreta la convinzione che la cultura possa cambiare i territori. «La cultura è uno strumento di crescita per ogni comunità – ribadisce -. Stiamo già lavorando, insieme alle mie socie Paola Esposito ed Emanuela De Marco, alla nona edizione del Festival. Nel frattempo, torno sul palco con tre produzioni diverse: la commedia Giornalisti quasi disoccupati, lo spettacolo musicale Amor mio basto io con Gianmarco Cesario al Teatro TIN, e una mia regia e scrittura originale, Di mamma ce n’è una sola… e meno male, che debutterà il 22 marzo a Capua e il 24 aprile a Caiazzo».

 Una carriera intensa, un impegno costante e uno sguardo sempre rivolto alla comunità: Daniela Cenciotti è la prova vivente che l’artigianato della cultura può ancora illuminare i territori e le persone.

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