Il Magistrato Maresca presenta il suo libro a Castel Volturno

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Il Genio di Giovanni Falcone – Prima il dovere

Evento di presentazione del Libro di Maresca

dal corrispondente Bruno Marfè

Vibrante serata ieri sera, al parco urbano di Pinetamare a Castel Volturno, per la presentazione del libro di Catello Maresca, “Il Genio di Giovanni Falcone – Prima il dovere”. Un evento significativo, ricco di riferimenti alla complessa storia del territorio e all’eredità indelebile lasciata da Giovanni Falcone.

Il moderatore, Vincenzo Ammaliato, ha aperto la serata ripercorrendo i momenti bui vissuti da Castel Volturno, segnati dalle azioni del clan dei Casalesi e dalla tragica strage del 18 settembre 2008. Questo contesto ha fornito un’importante base per le discussioni, evidenziando la necessità di parlare di figure come Giovanni Falcone e della lotta contro la criminalità organizzata. Ammaliato ha anche richiamato l’attenzione sul riconoscimento internazionale di Falcone, citando la presenza di un busto in onore suo presso la sede dell’FBI, dando la parola al protagonista della serata, Catello Maresca, che, condividendo riflessioni personali e profonde, ha iniziato parlando della “possibilità di crescita che deriva da un incontro dal vivo e dalla condivisione di ricordi”, sottolineando l’importanza della storia, in particolare quando riguarda “la nostra storia”, vissuta e sofferta. Maresca ha messo in evidenza quanto sia cruciale “ragionarci su per cercare di trasmetterla ai giovani. Perché chi non l’ha vissuta…” recuperi la consapevolezza del passato.

Ha poi accennato al motivo che lo ha spinto a scrivere il libro, ricordando “quell’altro maledetto 23 maggio del ’92”, ribadendo che “noi c’eravamo”, in riferimento ai presenti, “chi l’anno prima, chi l’anno dopo”. Ha sottolineato che anche i più piccoli, all’epoca, percepivano la gravità degli eventi attraverso i racconti dei genitori, in un’epoca priva di social media, in cui le notizie arrivavano via radio o attraverso edizioni straordinarie dei telegiornali.

Maresca ha descritto alcune immagini potenti che illustrano la devastante forza della mafia, come la ricostruzione dell’esplosione di Capaci presentata in sede processuale, definendola “assolutamente impressionante”, anche nella sua rappresentazione in 3D. Ha parlato della “potenza di quel tritolo” e della decisione di “un gruppo di delinquenti” di eliminare Falcone “a tutti i costi”, senza preoccuparsi di coinvolgere innocenti, creando un’esplosione che “sembrava… come l’eruzione di un vulcano”. Maresca ha poi sottolineato l’importanza di Giovanni Falcone negli Stati Uniti, per aver introdotto nelle indagini il concetto innovativo di “seguire il flusso del denaro”, un approccio che lo ha reso un punto di riferimento internazionale nella lotta alla criminalità organizzata.

A seguire, il Sindaco Pasquale Marrandino ha condiviso un commovente ricordo personale di quegli anni difficili. Ha raccontato come, da bambino, non fosse in grado di comprendere appieno quanto stesse accadendo nella sua famiglia di imprenditori, che si era rifiutata di piegarsi alla camorra, e di come suo padre fosse costretto a dormire sul balcone per motivi di sicurezza. Questo aneddoto ha messo in luce il coraggio e i sacrifici di chi ha osato opporsi alla criminalità organizzata.

Durante il suo intervento, il Sindaco ha anche sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria storica, invitando tutti i presenti a riflettere su come le azioni di oggi possano influenzare il futuro delle nuove generazioni. Ha fatto appello all’unità e all’impegno collettivo nel combattere la criminalità e nel promuovere i valori di legalità, giustizia e rispetto reciproco, elementi fondamentali per la rinascita di Castel Volturno e per il rafforzamento della comunità.

Dopo l’intervento del Sindaco, Maresca ha ripreso la parola, approfondendo ulteriormente le vicende legate a Giovanni Falcone e, per estensione, alla lotta contro la criminalità organizzata. Ha ricordato la profonda solitudine provata da Falcone dopo il fallito attentato alla sua villa all’Addaura, un momento cruciale che metteva in risalto la sua fragilità umana, nonostante la sua immensa forza. Maresca ha poi tracciato un parallelo con le difficoltà affrontate nelle indagini, accennando ai tentativi di ostacolare quelle che avrebbero poi portato all’arresto del boss Michele Zagaria. Ha sottolineato come tali tentativi fossero culminati con l’incriminazione di alti funzionari di polizia, tra cui Vittorio Pisani, l’attuale Capo della Polizia, che all’epoca era un dirigente della Questura di Napoli e che ricevette comunque il sostegno dell’allora Capo della Polizia, Antonio Manganelli. Questo passaggio ha messo in evidenza la complessità e le sfide continue nella lotta alla criminalità, con pressioni e ostacoli che si frappongono anche ai livelli istituzionali più elevati.

L’insieme di queste testimonianze – il dolore storico di Castel Volturno, i sacrifici personali di figure come la famiglia del sindaco e le intense riflessioni di Catello Maresca sul “genio” di Giovanni Falcone, sull’importanza di mantenere viva la memoria e sulle battaglie incessanti contro la criminalità – ha reso la serata un momento di profonda riflessione, memoria e un rinnovato impegno verso i valori di legalità e giustizia in un territorio che ha affrontato e continua a fronteggiare sfide significative. La serata si è conclusa con un forte invito a tutti i presenti a unirsi in questa lotta, per costruire un futuro migliore e più sicuro per le generazioni a venire.

 

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