
“Miryam – il segreto della madre”.
Quando un autore di Castel Volturno porta a Napoli un nuovo sguardo sulla storia.

È stata una serata speciale quella che si è tenuta alla Libreria Raffaello del Vomero per la presentazione del romanzo “Miryam – Il segreto della madre” di Vittorio Russo, scrittore nato e residente a Castel Volturno.
Un appuntamento molto partecipato che, più che una semplice presentazione, si è trasformato in un vero incontro di idee, voci e sensibilità diverse.
L’iniziativa, curata da Bruno Marfé, ha portato nel cuore di Napoli un autore del nostro territorio capace di affrontare un tema universale attraverso una prospettiva profondamente umana.
Il romanzo di Russo propone una figura di Miryam lontana dagli stereotipi: una donna concreta, complessa, segnata dalle sue ferite ma anche dalla sua forza.
Una visione che ha stimolato un confronto ricco e appassionante tra relatori molto diversi tra loro, ma uniti dal desiderio di restituire spessore e contemporaneità a un personaggio spesso appiattito dalla tradizione.

A moderare la serata sono stati Michelangelo Iossa e Tiuna Notarbartolo, che hanno guidato il dialogo con profondità e vivacità.
Michelangelo Iossa ha aperto lo sguardo sulla dimensione simbolica e culturale di Miryam, collegando la figura materna alla memoria delle famiglie del Sud e ai richiami della tradizione dantesca.
Tiuna Notarbartolo ha proposto invece una lettura più politica e contemporanea: la Palestina del I secolo diventa specchio delle sofferenze di oggi, soprattutto di Gaza, e Miryam emerge come una donna indipendente, sensibile e tutt’altro che “immobile”.
Il dialogo si è arricchito con l’intervento di Nino Daniele, che ha sottolineato come il romanzo sia un invito a riscoprire l’amore – anche nelle sue contraddizioni – come risposta al disorientamento del nostro tempo.

La pastora valdese Letizia Tomassone ha poi dato vita a uno scambio molto vivo con l’autore, mettendo a confronto la sua visione teologica, radicata nella speranza e nell’impegno delle donne, con il pessimismo storico di Russo.
A dare voce al romanzo è stata Maria Gabriella Tiné, che ha aperto e chiuso l’incontro con due letture intense, capaci di restituire l’emotività e la profondità di Miryam.
Nel mezzo, un momento particolarmente apprezzato: un duetto tra Tiné e Tiuna Notarbartolo dedicato al dialogo tra Miryam e la giovane Zahel.
Una scena fresca e leggera, che ha portato sul palco la spontaneità dei giovani e un tocco di luce dentro un confronto dai toni spesso profondi.
Vittorio Russo, un autore del territorio che parla al mondo, tra riflessioni teologiche, riferimenti storici e qualche sorriso inatteso, ha mostrato la capacità di affrontare temi complessi con chiarezza e umanità.
Un talento che da Castel Volturno si è fatto strada fino ai cataloghi nazionali, e che continua a portare in giro un modo diverso di raccontare le radici dell’esperienza umana.
La presentazione al Vomero non è stata solo un momento culturale: è stata anche l’occasione per mostrare – ancora una volta – come il nostro territorio sappia esprimere voci capaci di confronto, profondità e dialogo.


