…per la rubrica “PARLIAMONE”
Progetto “Grande Capua”
“Contratto di Fiume”
“Unione dei Comuni Caserta Sud Ovest”
… dove sono finiti?

Nessuno ne parla, nessuno sciopero (politico), nessuna protesta, nessuna raccolta di firme. Silenzio totale nell’oblio più totale. Neanche i gruppi di opposizione nei parlamentini locali si sono strappati i capelli per evidenziare lo sperpero di denaro pubblico attinto dalle tasse versate dai cittadini.
Non sono pochi quelli che ricorderanno gli annunci, spesso in prossimità di competizioni elettorali, dell’iniziativa popolare dell’Associazione Magna Capys denominata “Grande Capua”, quel progetto che avrebbe consentito – con il placet della Regione Campania – l’unione dei comuni di Capua con quello di Santa Maria Capua Vetere, San Tammaro, Curti e San Prisco, una conurbazione che avrebbe attirato maggiori finanziamenti nazionali, avrebbe avuto maggiore peso politico a livello regionale e avrebbe gettato le basi di una totale trasformazione territoriale, con un sistema economico, turistico e occupazionale all’altezza dei tempi. Dal 2022 non si è avuta più notizia.
Ogni Ente ha (forse) preferito il proprio orticello e attuare la solita politica dell’essere meglio “testa di alice che coda di balena”.

E poi si è sentito parlare del “Contratto di Fiume Volturno”, il cui documento prevedeva l’obiettivo di “trasformare il più importante corso d’acqua della Campania e del Sud Italia in una straordinaria risorsa per il territorio” – recitava così una relazione dell’atto formalizzato dall’assemblea della Città Metropolitana casertana. La lentezza burocratica di sempre, l’azione del “tira a campare”, certamente non si traduce in sviluppo, occupazione, progresso, turismo. La valorizzazione del fiume più importante della Campania e dell’intero meridione d’Italia, oltre al coinvolgimento degli Enti Locali (quasi sempre distratti dai fatti della propria pignata) porterebbe al tavolo degli impegni operativi anche Istituzioni al fine di mitigare gli annosi rischi idraulici, rendere possibile una mobilità fluviale (un sogno) e, di conseguenza, una fruizione turistica.

Infine, in particolare tra i Comuni del basso Volturno di Grazzanise (ex Capo-fila), Santa Maria la Fossa, Castel Volturno e Cancello Arnone (aggiunti a quelli di Mondragone, Capodrise, Cellole, Francolise e Sessa Aurunca) , già nel 2002 (ben oltre vent’anni fa) partiva la pomposa e sbandierata “Unione dei Comuni di Caserta Sud Ovest”, un altro carrozzone che annunciava: servizi associati di trasporti, un mega-Comando di Polizia Locale che avrebbe smistato uomini sul territorio in base alle varie esigenze, una sede operativa unica di protezione civile a Santa Maria la Fossa, una rete unica di collegamento telematico. I cittadini avrebbero usufruito delle certificazioni anagrafiche addirittura recandosi presso gli sportelli collocati all’esterno dei Palazzi di Città e accessibili attraverso una tessera magnetica personalizzata.



