DSA: se ne parlerà al “Pizzi” di Capua

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per la rubrica… “PARLIAMONE”

La “Dislessia” e i disturbi derivati.

“Cosa fare?” … al Liceo Pizzi di Capua si approfondisce l’argomento.

Se ne discute sempre più, negli ambiti scolastici in particolare, e molto spesso perché argomento sottovalutato e non considerato con sufficienza da parte dei genitori degli alunni che frequentano le scuole dell’obbligo. Ma in questa materia sono tanti gli operatori specializzati che si danno un gran “da fare”, in particolare abbiamo in Italia l’ AID (Associazione Italiana Dislessia) che nella provincia casertana si materializza in tanti professionisti sotto a presidenza della Dr.ssa Antonella De Biase.

Il problema della  “dislessia” negli ultimi tempi è stato approfondito in diversi istituti e il prossimo martedì 27 gennaio, dalle 10:00 alle 12:00, il Liceo Pizzi di Capua ospiterà un incontro di sensibilizzazione promosso, appunto, dall’Associazione Italiana Dislessia (AID) e dedicato ai DSA (acronico di Disturbi Specifici dell’Apprendimento), momento di riflessione e approfondimento rivolto a docenti e studenti.

              Tania Parente

Ulteriore appuntamento nel basso Volturno.

<L’iniziativa nasce dalla sensibilità della Dirigente scolastica Prof.ssa Carmela Mascolo e dalla volontà della prof.ssa Valentina Corrente, che hanno fortemente voluto offrire alla comunità scolastica un momento di confronto e riflessione su un tema centrale per una scuola realmente inclusiva> – è quanto ci riferisce una delle formatrici dell’AID, la Dr.ssa Tania Parente, per lunghi anni presidente provinciale dell’associazione e paladina dell’iniziativa in particolare nel basso Volturno.

A guidare l’incontro saranno Tania Parente, Marta Liccardo e Franca De Marco, psicologhe e psicoterapeute esperte in DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento), che accompagneranno gli studenti in un percorso di dialogo, relazione e consapevolezza, fornendo strumenti utili a comprendere e affrontare le difficoltà di apprendimento.

<L’evento – aggiunge la Dr.ssa Tania Parente si inserisce in un percorso educativo più ampio, volto a promuovere una cultura dell’accoglienza e del rispetto delle differenze, valorizzando le potenzialità di ogni studente>. E conclude: <Una scuola che parla di inclusione è una scuola che ascolta, accoglie e cresce insieme>.

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