
Entrato in funzione lo scolmatore “Fiumarella”.
Un respiro di sollievo per gli allevatori del Basso Volturno.

Oggi, 2 aprile 2026, è una data che passerà alla storia del Basso Volturno per l’esondazione del fiume più importante del Sud Italia. Ma l’esondazione – si chiederanno in molti – non è una notizia, visto che il Volturno ha rotto gli argini in diverse occasioni recando ingenti danni a tutto il settore agricolo e zootecnico. La notizia riguarda che per la prima volta il flusso idrico in esubero è stato “SMALTITO” (è proprio il caso di evidenziarlo in lettera maiuscola) dall’invaso del CANALE FIUMARELLA (doveroso evidenziare anche questa struttura idraulica).
Ora non fa paura
Finalmente, dopo quarant’anni il livello del Volturno, in occasione della sua esondazione, superata la soglia dell’invaso aperto a confine tra i Comuni di Grazzanise e Santa Maria la Fossa ha iniziato a defluire nel Canale “Fiumarella” in direzione dei Regi Lagni. Adesso il fiume non fa più paura, placidamente scorre lungo la struttura idraulica così predisposta per scongiurare gravi danni alle colture, anche se in parte i lavori di sbancamento non sono stati ancora completati e il canale risulta ancora ingombro di terra che non lascia defluire le acque come si dovrebbe. Anche i Comuni di Cancello ed Arnone e Castelvolturno beneficeranno di questa opera idraulica; l’intero basso Volturno ha pagato a caro prezzo le conseguenze delle inondazioni che ora saranno molto mitigate.
Aziende zootecniche salve
Raggiunto telefonicamente uno degli attori da sempre coinvolto dalle piene del Volturno, il proprietario di azienda bufalina Giovanni Palazzo di Santa Maria la Fossa, si è appreso che questa volta l’esubero del fiume ha riempito i fossi laterali delle strade campestri ma ha risparmiato l’azienda, i cui lavori sono andati avanti nella massima tranquillità. Lo stesso Palazzo negli ultimi quarant’anni ha subito gravi danni in conseguenza delle piene del Volturno; giorni in cui il bestiame è rimasto completamente isolato in mezzo all’acqua fluviale e in una occasione è stato necessario l’intervento degli elicotteri dei Vigili del Fuoco per provvedere al foraggiamento del bestiame.
Una attrattiva turistica ancora oggi valida … se presa in considerazione
Già alla fine degli anni ’80 del secolo scorso il Circolo di Legambiente di Santa Maria la Fossa presentò un dossier con il quale auspicava l’apertura del canale Fiumarella e presentava anche un progetto di qualificazione ambientale attraverso interventi possibili: la pulizia dei due versanti, la costruzione di piste ciclabili fino ai Regi Lagni, la collocazione di aree pic-nic lungo l’intero invaso, l’alberatura laterale, l’incremento di fauna volatile acquatica e popolamento ittico, l’organizzazione di gare sportive di canoe e di pesca.



