DAL BURUNDI “LEZIONE” PER IL BASSO VOLTURNO

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La Caparbietà che Vince le Acque
Una Lezione dall’Amicizia… e dal Burundi… per il Basso Volturno

a cura di Bruno Marfè

Le acque possono minacciare, ma la forza dello spirito umano, alimentata dall’amicizia e dalla passione, si dimostra ancora più potente. Lontano, sulle rive del Lago Tanganica, c’è una storia di resilienza che risuona profondamente con le sfide che affrontiamo qui, nelle nostre terre. È la storia di Alfredo, un amico di vecchia data, e della sua incrollabile determinazione, che per me è diventata un faro di speranza e un modello di caparbietà per chi lotta quotidianamente per il miglioramento del proprio territorio, il basso Volturno e la sua perla, Castel Volturno.

E sì, c’è qualcosa di irresistibilmente buffo e allo stesso tempo profondamente significativo nel prendere ispirazione da un amico italiano che, in Burundi, ha difeso un hotel dall’avanzare di un lago. Un italiano in Africa che si fa scudo con la sua tenacia contro le forze della natura, proprio mentre qui, nel basso Volturno, cerchiamo risposte alle nostre complesse dinamiche legate, tra l’altro, ai flussi migratori. Un paradosso? Forse. Ma la resilienza, si sa, non conosce confini né fusi orari.

Puoi trovare la storia dell’Hotel Du Lac del mio amico Alfredo qui: https://x.com/Ikiriho/status/1936786792084078593?t=e_9tNDuNEwUWz81lk2B6Ng&s=08

Quando le “Acque” Minacciano di Ingoiare un Sogno: La Nostra Sfida nel Basso Volturno.

Laggiù, il Lago Tanganica ha avanzato inesorabilmente, mettendo a dura prova ogni cosa. Ciò che sembrava destinato a essere inghiottito dall’acqua è stato salvato dalla caparbietà di un uomo che non ha mai contemplato l’idea di arrendersi. Ha scelto di combattere, mattone dopo mattone, diga dopo diga. Questa tenacia è una metafora vivida per la situazione che viviamo nel basso Volturno. Anche qui, le “acque” – dell’incuria, del disinteresse, della complessità sociale ed economica, ma anche e soprattutto delle dinamiche connesse all’immigrazione che rendono il nostro un territorio di confine e di accoglienza – minacciano di inghiottire la bellezza e il potenziale della nostra terra. Come il lago che avanza, le problematiche qui sembrano a volte soverchianti, portando molti a pensare che la battaglia sia persa. Ma la storia di Alfredo ci insegna che non è così. Ci ricorda che l’attaccamento profondo al proprio luogo e una visione che va oltre la semplice gestione possono fare la differenza.

Una Caparbietà Contagiosa: Dal Campo da Tennis alle Nostre Battaglie Territoriali

Per chi, come me, ha avuto la fortuna di condividere gli anni dell’università con Alfredo, questa sua resilienza non è una sorpresa. Fin da allora, la sua tenacia, la sua visione e la sua incrollabile generosità erano evidenti. Vedere il suo spirito indomito, che ho imparato a conoscere tra le aule e le chiacchiere generalmente pomeridiane, applicato a una sfida così imponente, è una testimonianza vivente della sua essenza. Ricordo ancora, con un sorriso, la sua caparbietà contagiosa. Alfredo era un ottimo tennista e decise che anche io dovevo diventarlo. Nonostante la mia totale ritrosia verso lo sport, mi “costrinse” letteralmente ad avvicinarmi al tennis, arrivando a “vendermi” una divisa completa – pantaloncini e maglietta rigorosamente bianchi – per iniziare a giocare. I miei risultati, devo ammetterlo, furono scarsi, ma quell’episodio rimane un ricordo indelebile della sua capacità di spingere, con simpatia e determinazione, chi gli sta intorno a superare i propri limiti.

Questa stessa persistenza, che ho sempre ammirato in lui, è quella che oggi mi ispira e mi guida nella mia stessa, simile, battaglia per il riscatto del basso Volturno. Come Alfredo ha affrontato l’avanzare delle acque, così noi dobbiamo affrontare le sfide del nostro territorio – incluse quelle complesse e delicate dell’integrazione e della convivenza in una terra che è crocevia di popoli e culture. Dobbiamo farlo con la stessa determinazione a non mollare, a ricostruire e a reinventare.

Costruire il Futuro: La Lezione di Visione e Collaborazione per Castel Volturno

La battaglia di Alfredo è stata ardua, ma non l’ha combattuta da solo. Accanto a lui c’era sempre Natacha, la sua compagna, con la sua voce di sostegno e ispirazione. Insieme, questa coppia straordinaria ha infuso nel loro progetto non solo una struttura rinnovata, ma un’anima vibrante e preservata, basata su una filosofia di accoglienza e di visione a lungo termine.
Questo modello di impegno congiunto, di visione condivisa e di infinita cura per il proprio luogo, è ciò che dovremmo ambire a replicare e rafforzare nel basso Volturno. È la dimostrazione che con passione, determinazione e l’unione delle forze – sia a livello individuale che comunitario – si può trasformare anche la situazione più critica. Non si tratta solo di risolvere problemi, ma di infondere un’anima, di costruire un futuro in cui il territorio non sia visto come un problema, ma come una risorsa da accogliere e valorizzare, specialmente in un contesto così multiculturale e dinamico come il nostro.

Il Basso Volturno: Un Simbolo della Nostra Resilienza

Dopo anni di sfide, ciò che Alfredo ha creato è rinato, più forte, più radicato. È la prova che la determinazione può vincere contro ogni avversità. E per me, è anche una testimonianza della forza duratura dell’amicizia, un filo invisibile ma robusto che attraversa continenti e anni, legando il passato al presente. Il Lago Tanganica potrebbe non aver ancora detto la sua ultima parola, ma l’esempio di quella caparbietà ha già dimostrato la sua capacità di rialzarsi. È un simbolo di una comunità che resiste con dignità e calore umano. La storia di Alfredo non è solo un racconto di successo in un lontano paese. È un potente promemoria che la caparbietà, la visione e la passione per il proprio territorio possono davvero fare la differenza. È un incoraggiamento a non mollare, anche quando le “acque” sembrano minacciare di inghiottire tutto.

Castel Volturno, il basso Volturno, possono e devono trovare la propria strada, ispirati da esempi di resilienza come quello di Alfredo, dimostrando che anche qui, con determinazione e cuore, la nostra ospitalità e la nostra bellezza vinceranno, trasformando le sfide dell’immigrazione in opportunità di crescita e integrazione.

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