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Blog di Peppino Pasqualino – Giornalista Pubblicista freelance & blogger
Il Ritorno a Casa, con un Cuore Pieno di Speranza
Un silenzio carico di emozione è calato sul Centro Fernandes di Castel Volturno oggi, 15 agosto. Dopo due settimane trascorse in un’oasi di pace e spensieratezza, i 42 giovani ucraini si preparano a fare ritorno in patria. Un addio che non è solo una partenza, ma il culmine di un viaggio profondo, fatto di rinascita, amicizia e, soprattutto, di ritrovata speranza.

intervista di Bruno Marfè

Questo “miracolo di umanità” è nato dalla visione e dal lavoro instancabile di persone come Viktoriia Tsymbaliuk, fondatrice del Guru Fund. <Quando è scoppiata la guerra su larga scala, ricordo le parole di mio fratello Serhii, che stava per arruolarsi: “Promettimi che li porterai in un posto più sicuro, se sarà necessario”> – ha raccontato Viktoriia in un’intervista che mi ha rilasciato in esclusiva.
Quella promessa, fatta a un fratello che purtroppo non è più tornato, è diventata la sua missione. Vedendo la condizione dei bambini tornati dai territori occupati, ha capito che avevano bisogno di un aiuto specifico: <Ho visto un bambino, Felix, che stava in disparte, non voleva interagire. Era uno di quei bambini tornati da una zona occupata>. Da lì, l’idea di un progetto dedicato, il “Kids at Home”.
Il successo dell’iniziativa è stato possibile grazie alla straordinaria sinergia con Caritas Italiana e la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), che hanno messo a disposizione il Centro Fernandes. Ma il ruolo del Guru Fund è stato cruciale per superare gli ostacoli. <Non è andato tutto liscio come sembrava> – ha ammesso Viktoriia. <Alcuni [genitori] pensavano che stessimo cercando di ingannarli. Abbiamo dovuto contattarli più volte per convincerli che si trattava di un’offerta reale, gratuita e, soprattutto, sicura>. La garanzia della supervisione da parte del Servizio di Sicurezza dell’Ucraina (SSU) ha fatto la differenza.
Per i ragazzi, molti dei quali non avevano mai visto il mare, l’esperienza è stata una rivelazione. La scoperta della spiaggia, il gioco del basket, le serate culturali e le cene multietniche hanno rappresentato un ritorno a una normalità che la guerra aveva cancellato. Le loro storie sono state un forte monito per gli adulti, dimostrando che, nonostante le sofferenze, la voglia di vivere e sognare non si spegne. Come ha sottolineato Viktoriia: <Quando avvertono l’amore incondizionato degli adulti, anche di quelli che non conoscono, iniziano a fidarsi e a godere dell’esperienza>.

Mentre il Centro Fernandes si svuota, lasciando un’eredità di pace e fratellanza, il mondo si prepara a un altro tipo di incontro, quello che si terrà fra poche ore tra i Presidenti di Stati Uniti e Russia. Un summit che il mondo intero seguirà con il fiato sospeso, nella speranza che la diplomazia e il dialogo possano prevalere sulle logiche del conflitto. In questo contesto, l’addio dei ragazzi ucraini da Castel Volturno acquisisce un significato ancora più profondo. La loro esperienza dimostra che la pace non è solo un’utopia, ma una realtà che può essere costruita, un passo alla volta, attraverso gesti di accoglienza e solidarietà. La loro partenza è un messaggio forte e chiaro: <Hanno diritto a un’infanzia che i russi hanno rubato loro> – come ha affermato Viktoriia.
Il loro bagaglio, al momento di partire, è più ricco di quello che avevano all’arrivo. Non ci sono solo souvenir, ma soprattutto ricordi indelebili: il mare, il murales simbolo di pace, l’affetto della comunità e la consapevolezza che esiste ancora un mondo fatto di umanità e solidarietà. Tornano a casa, in un Paese segnato dalla guerra, ma non sono più gli stessi.



Una risposta
Magnifico! Complimenti per l’impegno e per la promozione di quei valori che danno senso alla vita. Grazie, soprattutto, per l’insegnamento dei sentimenti, perché sì, i sentimenti si insegnano: li ricaviamo dalle parole che la libertà ci pone sulle labbra, dal dialogo che nasce dal cuore e dalla riflessione, dai libri di cui ci nutriamo, dai maestri — primo fra tutti Omero — e… dal sorriso. Viva la nostra libertà e viva la pace, di cui qui sopra ho letto il vero significato.