Blog di Peppino Pasqualino (Giornalista Pubblicista & Blogger)

La Compagnia teatrale “Artù” di Bari in scena con un lavoro di Hugo.
Al Fazio di Capua il lavoro di Maurizio Sarubbi.

Per la sezione teatri di innovazione, domenica 9 novembre alle 19:00, nella sala teatro di Palazzo Fazio intitolata ad Andrea Vinciguerra, la Compagnia teatrale “Artù” di Bari andrà in scena con il lavoro teatrale dal titolo “Abbasce la cape”.
Il lavoro di Maurizio Sarubbi è tratto da “Ultimo giorno di un condannato a morte” di Victor Hugo e ispirato dai racconti “Strada Angiola” di Giuseppe Lorusso. Spettacolo vincente al festival “Teatramm 2024″ presso il teatro De Servi di Roma e premio come migliore attore e migliore regia nel festival “Uiltiamo 2024″.
Note del direttore Antonio Iavazzo

“L’ultimo giorno di un condannato a morte” di Victor Hugo è un romanzo scritto dall’autore nel 1829, romanzo molto importante dal punto di vista letterario. Sono narrati, in prima persona, gli
ultimi giorni di vita di un prigioniero destinato al patibolo. Testo molto commovente che porta in scena le agonie di un uomo torturato dal sol pensiero di attendere per sei settimane la morte. Il
personaggio descrive la situazione in cui si trova, con una scrupolosa descrizione delle immagini reali che aprono, nella sua mente, tutti i sui ricordi della vita “ormai” passata (infanzia, giovinezza e età adulta).
L’idea di “Abbasce la cape”, spettacolo vincitore festival Teatramm 2024 presso il teatro De Servi di Roma e premio come Miglior attore e Miglior regia nel festival Uiltiamo 2024, nasce dalla volontà di Maurizio Sarubbi, autore regista e interprete, di forgiare il personaggio di Hugo in modo personale incrociando i ricordi d’infanzia e giovinezza vissuti per le strade della nostra Puglia. Enorme il lavoro di fusione dei due testi: il romanzo di Hugo è il filo conduttore dell’opera e gli innesti di “strada Angiola”, giustificati all’interno del testo, avvicinano lo spettatore ad una situazione più “Semplice” e “Reale”.
L’importanza dei ricordi, l’importanza delle cose semplici, l’importanza di alcuni aspetti che ci sembrano normali e dovuti ma che, quando vengono a mancare, creano un grande vuoto.
L’innesto del testo “Strada Angiola” di Giuseppe Lorusso rende più leggero e a tratti divertente l’intero monologo.




