Castelvolturno: e adesso?

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per la rubrica … “PARLIAMONE”

Tempesta giudiziaria su Castel Volturno: tre inchieste scuotono il Comune.
Il punto della situazione.

di Bruno Marfè


Dopo molti giorni trascorsi lontano, rientrando dal Brasile, il ritorno all’attualità di Castel Volturno impone uno sguardo lucido e privo di semplificazioni.

Nelle ultime settimane, infatti, il Comune è stato investito da una vera e propria tempesta giudiziaria: tre filoni d’indagine distinti, aperti dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, che chiamano in causa la gestione amministrativa e il recente passaggio elettorale.

Una precisazione è doverosa per correttezza verso i lettori: alle elezioni comunali del 2024 sono stato candidato. Proprio per questo, nelle righe che seguono, l’obiettivo è limitarsi a una ricostruzione dei fatti e delle posizioni politiche emerse, senza sovrapporre valutazioni personali o giudizi di merito.

Castel Volturno sta vivendo ore di forte incertezza istituzionale. Quello che inizialmente poteva apparire come un episodio isolato si è trasformato, nel giro di poche settimane, in un quadro giudiziario articolato e complesso. La Procura di Santa Maria Capua Vetere ha acceso i riflettori sulla gestione della cosa pubblica e sulle elezioni comunali del 2024, avviando tre distinti filoni d’indagine.

Per i cittadini è fondamentale comprendere cosa sta accadendo, distinguendo i fatti contestati dalle valutazioni politiche. Di seguito, una sintesi chiara della situazione allo stato attuale.

I tre fronti dell’indagine

La magistratura sta lavorando su tre binari paralleli che coinvolgono, con diverse ipotesi di reato, i vertici dell’amministrazione comunale, tra cui il sindaco Pasquale Marrandino e il vicesindaco Giulio Natale.

Il primo filone: la presunta mazzetta (dicembre 2025)
La prima inchiesta è emersa alla fine del 2025. L’ipotesi di reato è quella di corruzione: secondo la ricostruzione degli inquirenti, documentata anche tramite intercettazioni ambientali, vi sarebbe stato un passaggio di denaro finalizzato all’affidamento diretto di servizi legati alla raccolta dei rifiuti.

Il secondo filone: il voto di scambio (gennaio 2026)
È la vicenda che ha dominato le cronache nelle ultime settimane. La Procura ha chiuso le indagini nei confronti di nove persone, ipotizzando il reato di voto di scambio politico-elettorale. Secondo l’accusa, prima del ballottaggio del giugno 2024 sarebbe stato messo in piedi un sistema di promesse – appalti, posti di lavoro e incarichi – in cambio di sostegno elettorale.

In questo filone risultano indagati, oltre al sindaco di Castel Volturno, anche il consigliere regionale Giovanni Zannini e il sindaco di San Cipriano d’Aversa. Le accuse restano al vaglio della magistratura e non costituiscono un accertamento di responsabilità.

Il terzo filone: un nuovo caso di corruzione (ultime ore)
Nelle ultime ore è emersa l’esistenza di un terzo procedimento, distinto dai precedenti. Anche in questo caso l’ipotesi di reato è quella di corruzione. Al centro dell’indagine vi sarebbe un affidamento specifico, successivamente rinnovato per alcuni mesi, per un valore complessivo di circa 25.000 euro.

Il nuovo filone ha portato a recenti perquisizioni e vede coinvolti, tra gli altri, il sindaco, il vicesindaco Giulio Natale e altre figure locali.

La reazione politica: “Dimissioni e tutela dell’Ente”

Di fronte a un quadro giudiziario sempre più complesso, le forze di opposizione hanno chiesto un passo indietro dell’amministrazione per tutelare la città. Le prese di posizione più nette arrivano dal Partito Democratico locale, attraverso il segretario Alessandro Buffardi e la capogruppo consiliare Anastasia Petrella.

“Sistema opaco, servono dimissioni”

Buffardi ha parlato di un “sistema di potere opaco e arrogante”, sostenendo che le inchieste descrivano un meccanismo che offende la dignità della comunità. Da qui la richiesta di un Consiglio comunale straordinario e delle dimissioni immediate del sindaco e della giunta, ritenendo compromessa la credibilità amministrativa e inevitabile il commissariamento.

“L’istituzione è a rischio paralisi”

Petrella ha invece posto l’accento sulla fragilità dell’ente. Pur ribadendo il principio costituzionale della presunzione di innocenza, ha evidenziato un problema di opportunità politica: “Quando chi governa è investito da un quadro così serio, ogni atto amministrativo diventa più debole”.

Secondo la capogruppo, le dimissioni non rappresenterebbero un’ammissione di colpa, ma un atto di responsabilità per mettere al sicuro il Comune e separare le vicende giudiziarie personali dalla vita pubblica della città. L’opposizione ha inoltre annunciato la possibilità di valutare la costituzione di parte civile a tutela dei cittadini e della libertà di voto.

Lo scenario

Mentre le indagini proseguono e gli indagati avranno modo di chiarire le proprie posizioni nelle sedi opportune, Castel Volturno si interroga sul proprio futuro immediato. La pressione politica e mediatica resta altissima: resta da capire se l’amministrazione sceglierà la via della resistenza o se, di fronte al moltiplicarsi delle inchieste, si aprirà una nuova fase per la città.

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