BIODIGESTORI: ancora tanta diffidenza

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Il futuro della filiera lattiero-casearia legato ai reflui zootecnici

Università a lavoro per la conclusione progettuale di settembre

Come annunciato, si è tenuto il secondo incontro sui Bio-digestori presso il Centro di Educazione Ambientale “Pio La Torre” di Santa Maria la Fossa; una serata intensa di contenuti scientifici riguardanti la seconda fase progettuale legata alla seria problematica dei reflui zootecnici.

Il Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria di Caserta ha posto il suo autorevole “Imprimatur” al lavoro che egregiamente sta elaborando il Dipartimento di Scienze Alimentari dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Il progetto finanziato dalla Regione Campania, curato dal centro accademico guidato dal Prof. Pasquale Iovino, docente di chimica dell’ambiente, sta per giungere al risultato finale annunciato per il prossimo settembre, precisamente il 22 così come stabilito nel decreto regionale.

Gli esperimenti, durante la fase progettuale e quella scientifica, sono stati possibili effettuando prelievi diretti presso una azienda bufalina, che si è resa disponibile, e trasformandoli in base alle risultanze scientifiche che l’equipe guidata dal Prof. Iovino è riuscita a porre in essere. Tutto il lavoro scientifico si concentra sulla trasformazione alla fonte del refluo zootecnico, su quell’abbattimento della carica nitrata (NO3) di cui, secondo gli studi, già è possibile la riduzione del 70%.

Il biogas dei bio-digestori che si va a produrre in sede di trasformazione del refluo potrà essere utilizzato per la produzione di energia e anche biometano per l’autotrazione; il tutto con una bassissima emissione di CO2 pari all’1%, secondo quanto dichiarato dall’Ente Sanitario casertano.

<Il futuro della filiera bufalina e dell’economia territoriale dell’intero bacino del Basso Volturno – dichiara l’amministratore delegato di AGRORINASCE, Giovani Allucci –  dipenderà inevitabilmente dal successo progettuale, tendente a ridurre al minimo l’impatto inquinante dei reflui zootecnici>. La sinergia tra ASL, Università, Regione Campania, coordinata dal costante e professionale impegno di AGRORINASCE, sarà determinante nel prossimo futuro e dovrà dimostrare concretamente i risultati, visto che la scarsa presenza di allevatori bufalini è il termometro di tanta diffidenza.

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