8 anni di attesa senza bonifica

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per la rubrica … “PARLIAMONE”

Un tavolo permanente per scongiurare il peggio.

La D.E.A. ancora in azione denuncia la mancata bonifica dei siti segnalati.

Occorre parlarne, è un dovere civico porre in evidenza il fenomeno negativo che colpisce le aree del basso Volturno, e in questo compito si inserisce a pieno titolo l’opera costante, silenziosa, certosina del gruppo di volontari iscritti alla D.E.A. (Difesa Ecologica Ambientale). 

<Una bonifica attesa da ben otto anni – scrivono in una nota gli operatori della D.E.A. – questi i fallimenti ambientali del nostro bacino>. Già il 18 marzo del 2018 era stato segnalato alle autorità competenti il sito industriale in totale stato di abbandono insistente sul territorio di competenza del Comune di Cancello ed Arnone. Mille metri quadrati di superficie completamente ricoperta di rifiuti (a prima vista) pericolosi, una struttura aperta a possibili frequenze di chiunque.

Ma lo scempio continua … e aumenta

A seguito di una ulteriore verifica effettuata pochi giorni fa, la struttura abbandonata conserva <cumuli di lastre ondulate di amianto – si legge nella sintesi del comunicato inviato “nuovamente” a chi di competenza – tanti pneumatici fuori uso, sacchi contenenti pezzi plastici di autovetture, materiali di risulta provenienti da cantieri edili, pezzi di carrozzerie di autovetture e taniche in plastica contaminate da sostanze chimiche>.

Quello che lamenta la D.E.A., attraverso quanto dichiarato dal Presidente, Giuseppe Parente, è la totale assenza di chi dovrebbe recepire le condizioni di pericolo e intervenire quanto prima per salvaguardare la salute pubblica.

Un tavolo di confronto la strada migliore

Però occorre analizzare il fenomeno e non fermarsi alla semplice, anche se encomiabile, azione di controllo e segnalazione del pericolo; occorre nell’immediato organizzare un tavolo di confronto in cui l’Ente Locale, il volontariato, le forze di Polizia, la Protezione Civile comunale, l’autorità sanitaria e la cittadinanza facciano ognuno la propria parte.

Eh sì! E’ proprio così, tutti devono fare la propria parte, senza delegare, tutti devono concorrere alla prevenzione: segnalare un movimento sospetto, informare le forze di polizia se automezzi sospetti si inoltrano in direzione dei luoghi meno frequentati, informarsi su dove  le ditte edili smaltiscono i materiali di risulta (si rammenta che anche il proprietario di casa che sta effettuando lavori di costruzione o ristrutturazione è compartecipe all’opera di smaltimento se i lavori sono effettuati in economia, per cui è imputabile), ammonire chi si comporta in danno all’ambiente pubblico, investire in campagne educative “continue” e “non episodiche”, introdurre principi di rispetto ambientale già dalla scuola dell’infanzia in modo costante e non soltanto in inutili momenti progettuali “una tantum”.

 

 

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