
Castel Volturno e la sfida dell’accoglienza.
Il Centro Fernandes protagonista a Santa Maria Capua Vetere.

a cura di Bruno Marfè
C’è un filo invisibile ma d’acciaio che lega le sponde del Volturno alla storia del cinema recente e, soprattutto, alla cronaca quotidiana del nostro litorale. Mercoledì 25 marzo, alle 19:30, quel filo arriverà a Santa Maria Capua Vetere, nella Sala San Francesco, per un incontro che promette di andare ben oltre il solito dibattito formale. Chi vive qui lo sa: il Basso Volturno non è solo cronaca nera, è anche un laboratorio di convivenza, spesso silenzioso ma ostinato.
Il Fernandes: trent’anni di cantiere nel Basso Volturno
Quando si parla di Antonio Casale e del Centro Fernandes, non si parla solo di una struttura della Diocesi di Capua. Si parla di un punto fermo. Di un luogo che da trent’anni misura, giorno dopo giorno, la temperatura sociale di Castel Volturno. In una terra complessa, spesso dimenticata dalle istituzioni centrali, il Fernandes ha costruito un modo concreto di fare accoglienza: non solo dare un tetto, ma offrire assistenza medica, supporto legale e, soprattutto, dignità.
Dalla realtà al cinema: l’eco di “Io Capitano”
La locandina dell’evento parla chiaro: la copertina del Venerdì di Repubblica dedicata a “Io Capitano” di Matteo Garrone non è un semplice richiamo estetico. Il Centro Fernandes è stato un punto di riferimento importante per la genesi e il racconto di quel film che ha commosso il mondo. Se la pellicola di Garrone racconta il viaggio, Antonio Casale e i suoi collaboratori gestiscono il “giorno dopo”. Sono quelli che trasformano i naufraghi in vicini di casa.
Portare questa esperienza a Santa Maria Capua Vetere significa condividere un saper fare che rappresenta una delle energie migliori del nostro territorio.
Arte e territorio: la “Pace” prende forma
L’incontro non sarà fatto solo di parole. Il senso della serata sarà arricchito dalla presenza di Gustavo Delugan, che esporrà le sue opere a tema, accompagnate dalle suggestioni poetiche di Angela Ragozzino. Un modo per ricordare che l’integrazione non è un numero o una statistica, ma è fatta di sguardi, volti e storie che si incontrano.

Perché partecipare
In un momento in cui il Basso Volturno finisce spesso sotto i riflettori per le sue criticità, incontri come questo aiutano a rimettere a fuoco la realtà: qui si stanno scrivendo alcune delle pagine più avanzate del dialogo multietnico in Italia. Partecipare non è solo ascoltare: è capire cosa sta succedendo davvero a casa nostra.
L’appuntamento
Sala San Francesco – Convento delle Grazie, Santa Maria Capua Vetere.
Mercoledì 25 marzo 2026, ore 19:30.
Tema: L’accoglienza e il dialogo in una società multietnica.



Una risposta
Terra migrante una risorsa per il futuro