La ricerca scientifica avanza … la politica arretra

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per la rubrica …”PARLIAMONE”

Siamo tutti in guerra per il mare… e lo Stato ha appena deposto le armi.

a cura di Bruno Marfè

Pulitori eroici, ma una vittoria dal sapore amaro

Il 30 agosto 2025, sotto un sole cocente, un gruppo di volontari di Plastic Free e di associazioni locali ha risposto all’appello per una missione di pulizia alla foce di destra del Volturno. Armati di sacchi, guanti e una determinazione incrollabile, questi cittadini hanno affrontato la plastica che inquina e soffoca i nostri mari. Tra bottiglie abbandonate, reti da pesca distrutte e polistirolo ridotto in micro-frammenti, ogni gesto di pulizia si è trasformato in un atto d’amore per un ecosistema in forte sofferenza.

Un altro esempio di solidarietà ambientale si era già manifestato il 9 maggio 2025, sempre a Castel Volturno, quando oltre 1.200 studenti e volontari si erano uniti presso la foce dei Regi Lagni, raccogliendo più di 500 sacchi di rifiuti e materiali ingombranti.

Questi interventi non sono frutto del caso: la zona è parte integrante della Riserva Naturale Foce Volturno – Costa di Licola e ospita l’Oasi dei Variconi, due aree protette di fondamentale importanza per la biodiversità e per il passaggio degli uccelli migratori.

Data Luogo Partecipanti Rifiuti raccolti
9 maggio 2025 Foce Regi Lagni, Castel Volturno Oltre 1.200 (tra cui 12 scuole) Oltre 500 sacchi di rifiuti e ingombranti
30 agosto 2025 Foce Volturno, Castel Volturno Decine di volontari Decine di sacchi con plastica, reti da pesca, polistirolo

 

Sebbene queste iniziative rappresentino una vittoria civile, il retrogusto rimane amaro, poiché la lotta contro l’inquinamento marino sembra essere una battaglia senza fine.

La resa istituzionale: un’offesa al mare

Il vero paradosso infatti emerge dalle date. Il 16 luglio 2025, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha firmato una nuova convenzione con Castalia, che è entrata ufficialmente in vigore il 1° settembre 2025. Tuttavia, invece di rafforzare la tutela del mare, la convenzione ha finito per indebolirla: la flotta di navi antinquinamento è stata ridotta da 32 a 23 unità (-30%), i servizi in mare sono stati ridotti e il programma sperimentale di raccolta della plastica in mare è stato completamente abolito.

Un controsenso che grida vendetta

Il passo indietro è clamoroso. Mentre l’Europa ci esorta a combattere la plastica monouso (Direttiva UE 2019/904) e la legge italiana “Salvamare” (Dlgs 196/2021) autorizza i pescatori a portare a terra i rifiuti pescati, il servizio di raccolta in mare viene eliminato proprio quando era più necessario.

Data

Evento

Decisioni

16 luglio 2025 Firma nuova convenzione MASE–Castalia Flotta ridotta da 32 a 23 navi (-30%); sospensione del servizio di raccolta plastica in mare
1° settembre 2025 Entrata in vigore nuovo contratto Nuovo assetto operativo con meno navi e nessun programma marine litter

Nonostante l’impegno di volontari e scuole, la politica sembra compiere un passo indietro.

La ricerca scientifica avanza — la politica arretra

Tuttavia, in controtendenza, la scienza avanza: la dottoranda Serena Sapio, che nel 2016 iniziava a studiare le microplastiche nel Golfo di Napoli come laureanda presso l’Università Federico II, oggi approfondisce all’IUSS di Pavia l’uso del telerilevamento satellitare per mappare l’uso del suolo e la copertura vegetale, anche in ecosistemi cruciali come le mangrovie. Le sue pubblicazioni (su Land, 2024, e atti di conferenze) mostrano come un compito locale si sia trasformato in una sfida tecnologica globale, dimostrando come la scienza possa fornire strumenti innovativi per affrontare l’inquinamento e proteggere la biodiversità. In questo contesto, è interessante notare come nel litorale di Castel Volturno si stia assistendo a un aumento della nidificazione delle tartarughe caretta caretta. Questo fenomeno è un segnale positivo che suggerisce il potenziale di recupero degli ecosistemi marini, simile a ciò che accade in Brasile con il Projeto Tamar, un’iniziativa che ha riscosso un enorme successo nella protezione delle tartarughe marine e nella sensibilizzazione delle comunità locali riguardo alla conservazione degli habitat costieri.

Il mare non attende i tempi della politica

Non possiamo permettere che un servizio vitale come la pulizia della plastica venga sacrificato in nome della “razionalizzazione dei costi”. Ogni giorno perso è un danno irreparabile per gli ecosistemi, la biodiversità e, di conseguenza, per il nostro futuro.

Chiediamo un cambio di rotta immediato

Il governo deve cambiare direzione: è fondamentale rilanciare la raccolta in mare, investire seriamente nella protezione dell’ambiente e sostenere la ricerca e il volontariato. La battaglia per il mare si vince giorno dopo giorno, e la ritirata non è un’opzione.

La salvaguardia del nostro patrimonio marino è un compito collettivo che richiede il nostro impegno costante e una visione lungimirante per il futuro.

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