GRAZZANISE: RIEVOCATO IL BOMBARDAMENTO DEL 1943

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Per l’82° Anniversario della strage che costò la vita a 120 grazzanisani

Promotori: Comune, Ic, It Falco, 9° Stormo “F. Baracca”, Unuci, Cocevest

a cura di Raffaele Raimondo (Cronista freelance)

“Ricordare la Guerra per Ricostruire la Pace”: sull’onda di quest’adagio, l’odierna giornata di martedì 30 settembre 2025 è stata vissuta a Grazzanise come data di “dolente memoria”, specialmente in àmbito scolastico. E forse per l’ultima volta, perché proprio nel corrente 82° Anniversario del tremendo Bombardamento che si abbatté sul centro abitato, provocando 120 morti, lo storico Giuseppe Angelone ha limpidamente documentato che in realtà la tremenda incursione avvenne nelle ultime ore del 1° ottobre 1943.

Di qui lo spostamento di un giorno della rievocazione che potrebbe/dovrebbe aver inizio già dal prossimo anno 2026. L’articolata manifestazione è avvenuta su proposta del Comitato per la Celebrazione degli Eventi storici (Cocevest) e ad essa hanno offerto i loro peculiari contributi organizzativi l’Amministrazione comunale di Grazzanise guidata dal sindaco Enrico Petrella, il glorioso 9° Stormo “Francesco Baracca” al comando del colonnello pilota Salvatore Florio, l’Istituto comprensivo e l’Istituto tecnico “G.C.Falco” rispettivamente diretti dalle presidi Roberta Di Iorio ed Angelina Lanna, e l’Unione Nazionale Ufficiali in congedo d’Italia (Unuci) presieduta dal generale Ippolito Gassirà, delegato Unuci Campania e presidente della Sezione casertana.

Il programma della toccante celebrazione è stato arricchito dall’intervento di due autorevoli storici [il predetto professor Giuseppe Angelone, esperto ricercatore di fonti audiovisive – che nella
prima fase (ore 9-10,15), presso l’aula magna dell’Ic in via Cesare Battisti, a studenti e studentesse ha parlato de “La guerra aerea in Campania – Il bombardamento su Grazzanise” con dovizia di sorprendenti riferimenti iconici – e l’archivista di Stato e magistrato Francesco Nuzzo , autore del libro “Bombardamento di Cancello Arnone – 9 settembre 1943”, il quale, nella seconda fase (ore 10,30- 11,15), ha mirabilmente tratteggiato il significato ed il valore umano e civile del ricordo.

Presenti una folta partecipazione di alunni/e, familiari delle vittime, ospiti di riguardo e gente semplice: molti spontaneamente sbalorditi dal susseguirsi dei commoventi messaggi.

“Da l’aer terribile un rombo/ discende man mano a la terra/ e fischia repente l’allarme/ che scuote e richiama sotterra”: con questi versi il poeta grazzanisano Benedetto Petrella aveva commemorato, nel 1954, la “terribile notte”, quando, al lacerante sibilo delle sirene, la popolazione tempestosamente trovò rifugio in ricoveri sotterranei.

Toccanti l’oscuro scenario e la materna invocazione: “Al lume d’un debole cero/ davanti un’effige,/ c’è mamma che dice la prece,/ la solita prece al Signore”. Laggiù s’ascoltava atterriti cosa accadeva all’aperto: “Una lotta/ pel cielo/ s’accende;/ accanita/ tremenda/ tra aquile nere/ saette sfreccianti/ che vengono e vanno/ e salgono e scendono a schiere”. Indomabile la paura del poeta allora bambino: “M’afferro nel pianto,/ poi stretto m’appiglio alla gonna:/ -Mammina mia bella, si muore,/preghiamo più forte il Signore! -/ Il cero si spegne/ e l’umida terra/ da un lato nel buio ci inserra.”. E, dopo la strage immane, i superstiti col cuore a mille: “Or siamo fuori,/ fuggiaschi smarriti/ sott’acqua piovana./ Per strada bagliori di luna/ e d’incendi/ tra tegoli rotte/ e travi divelte./ Terribile notte!/ Poi stanchi,/ cogli occhi sbarrati a le fiamme/ che ardono intorno,/ sapor della morte noi trova/ la luce del giorno”.

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