E’ giunto un segnale. Ora il miracolo … possibile!

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Blog di Peppino Pasqualino (Giornalista Pubblicista freelance & blogger)

Castel Volturno: da hotspot a simbolo nazionale.

Record di nidi di tartarughe marine.

Ora si sogna un futuro come in Brasile, con un nuovo modello di sviluppo sostenibile.

da Castelvolturno – Bruno Marfè

Dopo il nostro primo approfondimento su Castel Volturno e l’incredibile fenomeno della nidificazione delle tartarughe marine Caretta caretta, le notizie si fanno ancora più straordinarie. Il litorale domizio, una volta conosciuto soprattutto per le sue criticità ambientali e sociali, oggi si impone come uno dei più importanti baluardi italiani per la conservazione marina. Una vera rivoluzione ambientale è in atto — silenziosa ma potente, fatta di sabbia, uova, e volontari instancabili.

La stagione 2025 si è conclusa con numeri da record: ben 42 nidi censiti nel solo comune di Castel Volturno, un dato che lo consacra come la località campana con il maggior numero di nidificazioni e una delle più attive a livello nazionale. Per comprendere l’importanza di questo risultato, basta guardare il contesto: in tutta la Campania sono stati registrati 107 nidi, superando il precedente record di 104 dell’anno passato. Ancora più significativo il quadro nazionale: quasi 600 nidi rinvenuti lungo le coste italiane, con un incremento del 30% rispetto al 2024.

Non si tratta più di un’eccezione, ma di un cambiamento strutturale che sta ridisegnando la geografia della biodiversità marina nel Mediterraneo. I cambiamenti climatici, che spingono le tartarughe sempre più a nord, si intrecciano con un’intensa attività di monitoraggio e conservazione, che sta dando i suoi frutti in modo evidente. Ma soprattutto, questo risultato racconta una storia di rinascita e di speranza.

Un successo corale: scienza, cittadini e innovazione

 

Il boom di nidificazioni a Castel Volturno è frutto di uno sforzo collettivo esemplare. In prima linea c’è il progetto europeo Life Turtlenest, coordinato dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn, uno dei più autorevoli enti di ricerca marina in Europa. A questo si affianca l’enorme contributo dei volontari del progetto “Caretta in Vista”, supportato dal WWF, che presidiano le spiagge giorno e notte, proteggendo ogni singolo nido come un tesoro.

A rendere ancora più efficaci le operazioni di ricerca e salvaguardia, sono state introdotte tecnologie innovative: le unità cinofile Tarta Dog, con cani addestrati a rilevare nidi anche in assenza di tracce visibili, e i droni di Airpatria, che sorvolano le coste alla ricerca di segni di nidificazione. È anche grazie a questi strumenti che il litorale, un tempo segnato da abbandono e incuria, si sta trasformando in un presidio di biodiversità.

E non va dimenticato il ruolo fondamentale della cittadinanza attiva: bagnanti, residenti, turisti che, sempre più attenti, segnalano tracce, partecipano alle attività di informazione, si avvicinano con rispetto e curiosità a questi animali straordinari. Castel Volturno sta diventando un laboratorio sociale e ambientale, in cui la natura e la comunità si incontrano e si rafforzano a vicenda.

Verso un nuovo paradigma: l’esempio del Brasile e la sfida italiana

Oggi Castel Volturno non è solo una riserva naturale inaspettata: è una straordinaria opportunità economica, culturale e sociale. La presenza delle tartarughe marine può e deve diventare il cuore di un nuovo modello di sviluppo sostenibile, capace di coniugare conservazione, economia e inclusione.

In Brasile, il Projeto Tamar è la prova concreta di ciò che è possibile realizzare. Nato negli anni ’80, ha saputo trasformare la protezione delle tartarughe in un volano di sviluppo locale: ha creato centri di educazione ambientale, ha generato migliaia di posti di lavoro, ha attratto un turismo consapevole e ha restituito dignità a intere comunità costiere. Il segreto? Coinvolgere le persone, offrire alternative, valorizzare la bellezza come risorsa economica e culturale.

Perché non immaginare qualcosa di simile anche a Castel Volturno?

L’Italia ha tutte le carte in regola per farlo. Un progetto nazionale, centrato sul modello brasiliano ma adattato al nostro contesto, potrebbe nascere proprio qui: con centri visita dedicati alle tartarughe, percorsi naturalistici, laboratori educativi per le scuole, eventi ecoturistici, collaborazioni con pescatori e operatori turistici locali. Il turismo responsabile, l’educazione ambientale e la ricerca scientifica possono diventare i pilastri di un’economia nuova, pulita, duratura.

Castel Volturno come simbolo di rinascita

E nasce “Domitia Verde – Natura, Persone, Futuro”

A Castel Volturno non si sta solo salvando una specie, si sta salvando un territorio. Si sta dimostrando che il cambiamento è possibile, anche laddove sembrava impensabile. Da terra di abbandono a terra di accoglienza per la vita marina, da luogo di marginalità a centro di attenzione scientifica internazionale, il cammino compiuto è già straordinario.

Per questo la nostra redazione sta lavorando attivamente a “Domitia Verde – Natura, Persone, Futuro”, un progetto editoriale e territoriale ispirato proprio al Projeto Tamar. L’obiettivo è contribuire a delineare un modello di sviluppo sostenibile per Castel Volturno, capace di mettere al centro la biodiversità, la partecipazione delle comunità locali e un’economia rigenerativa.

Un progetto che vuole ascoltare, raccontare, costruire — insieme a chi ogni giorno vive, protegge, sogna questo territorio. Una visione che unisce natura, persone e futuro, con la consapevolezza che il miracolo delle tartarughe può essere solo l’inizio.

È il momento di sognare in grande.

È il momento di trasformare il miracolo naturale di Castel Volturno in un progetto pilota per tutta l’Italia.

Perché, come ci insegnano le tartarughe, ogni viaggio straordinario inizia sempre con un primo passo — e quello, qui, è già stato fatto.

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