Castelvolturno: Il Comune non autorizza. Una serata che NON si è fermata.

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Castel Volturno, una serata di “ostinata resistenza”.

a cura di Bruno Marfè

“Dovunque c’è una Chiesa, dovunque c’è una comunità cristiana, c’è una casa per tutti”. Con queste parole don Gianni Branco ha aperto la serata contro il progetto del Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) previsto in località La Piana.

L’appuntamento doveva svolgersi all’aperto, in piazzale dei Gabbiani, con musica e interventi pubblici. Ma il Comune non ha dato l’autorizzazione, e così l’evento si è spostato all’ultimo momento nell’auditorium della Chiesa di Santa Maria del Mare, messo a disposizione dallo stesso don Gianni. Un imprevisto che però non ha fermato nessuno — anzi, ha finito per dare alla serata un significato in più.

Il mancato permesso del Comune non è passato inosservato. In tanti, tra i presenti, lo hanno letto come la conferma di una contraddizione: l’amministrazione dice di essere contraria al CPR, ma nei fatti non sembra fare granché per fermarlo davvero.

“Non ci faremo prendere in giro”

A prendere la parola per il comitato promotore è stata Mimma, che ha parlato a nome del Centro Sociale Extracomunitario, del Movimento Migranti e Precari di Caserta e delle altre realtà che si sono unite nella protesta. Le sue parole sono state chiare: “Hanno provato a mettere gli interessi degli italiani contro quelli degli immigrati, ma non ci faremo prendere in giro”.

Secondo il comitato, in trent’anni i CPR non hanno mai davvero funzionato, né per la sicurezza né per il contrasto all’irregolarità. Quello di cui Castel Volturno ha bisogno, hanno ribadito più volte, è tutt’altro: investimenti, sanità, trasporti, bonifica del territorio e regole più giuste per chi vive e lavora qui, a partire dal permesso di soggiorno.

Le voci di chi vive il territorio

Patty, da anni impegnata sul territorio, ha fatto un appello alla pace e al rispetto reciproco, chiedendo che si parli finalmente delle cose che contano davvero: lavoro, casa, dignità.

Anche Diop, presidente della comunità senegalese di Caserta, ha detto la sua: “Castel Volturno ha bisogno di piazze pulite, di scuole per i bambini, di lavoro. Non ha bisogno di mettere l’italiano contro lo straniero”. Un richiamo anche al fatto che buona parte dell’agricoltura locale va avanti grazie al lavoro degli immigrati, spesso senza le giuste tutele.

Il nodo politico ancora aperto

Alla serata c’era anche l’on. Camilla Sgambato, che nonostante un recente infortunio non ha voluto mancare — presente fin dal primo giorno del Comitato NO CPR, con una costanza che in tanti hanno riconosciuto.

Il segretario cittadino del PD, intervenuto a margine della serata, ha ricordato che la Regione Campania ha fatto un primo passo verso lo stop al Centro. Ma a livello comunale, ha sottolineato, manca ancora la delibera con cui il Consiglio dovrebbe dire ufficialmente no al progetto — un passaggio che la città continua ad aspettare.

Una serata che non si è fermata

Nonostante le difficoltà, l’evento è andato avanti lo stesso, tra musica e condivisione. Una vera prova di quella che in tanti hanno chiamato “ostinata resistenza”: un diniego può spostare un appuntamento, ma non riesce a spegnerlo.

L’auspicio è che Castel Volturno possa diventare un esempio di comunità che va oltre le divisioni, in un momento in cui le leggi sull’immigrazione sembrano sempre più lontane dalla realtà. Come dice il motto della serata: “nessuno si salva da solo”.

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