
blog di Peppino Pasqualino
Giornalista Pubblicista freelance & blogger
Al Centro Fernandes una ricerca internazionale del Canadian Institute.
Cortometraggio di Marcello Anselmo.

di Bruno Marfè
Sabato 18 aprile, lungo la Via Domitiana, accade qualcosa di insolito: un territorio spesso raccontato solo attraverso le sue criticità diventa oggetto di studio, ascolto e confronto.
Al Centro Fernandes, a partire dalle 10:30, si tiene l’incontro “Marginalizzazione e Resistenza: Vita Sospesa a Castel Volturno”. Non una semplice conferenza, ma un’occasione per guardare questo luogo con occhi diversi. Non solo emergenza, dunque, ma anche laboratorio.
Una strada, tante storie
Chi attraversa ogni giorno la Domitiana lo sa: qui convivono realtà che altrove restano separate. Case vuote e case abitate. Attività informali e reti di solidarietà invisibili. Comunità diverse che, volenti o nolenti, imparano a stare insieme.
Da questa complessità prende avvio “Life in the Ruins”, il cortometraggio di Marcello Anselmo che apre la giornata. Non un racconto pietistico, ma uno sguardo diretto sulla vita quotidiana e sulle forme di resistenza che nascono in un contesto difficile.
Castel Volturno come chiave di lettura
Il cuore dell’incontro è la presentazione di una ricerca internazionale promossa dal Canadian Institute for Advanced Research (CIFAR), con il contributo di studiosi e operatori che da anni lavorano sul territorio.
La domanda che attraversa l’intero progetto è semplice, ma radicale: e se luoghi come Castel Volturno non fossero soltanto un problema da risolvere, ma anche un’anticipazione di ciò che molte città stanno già diventando?
La ricerca, curata da Enrica Morlicchio dell’Università Federico II e coordinata da Elena De Filippo per Dedalus, prova a leggere questo territorio come uno spazio in cui le regole tradizionali si incrinano e in cui le comunità costruiscono, spesso da sole, nuove forme di convivenza.
Voci diverse, uno stesso territorio
A portare uno sguardo internazionale sarà Ash Amin, tra i più autorevoli studiosi delle città contemporanee. Il suo lavoro insiste su un punto decisivo: una città non vive soltanto di infrastrutture, ma soprattutto di relazioni. Ed è proprio nei contesti più fragili che questi legami, anche informali, diventano fondamentali.
Accanto a lui interverranno voci molto diverse, ma tutte radicate nella realtà: Aldo Policastro, sul tema della legalità; Sabrina Efionayi, con lo sguardo delle seconde generazioni; Matar Couba Gueye, mediatore culturale; Virginia Crovella, impegnata nel lavoro sociale sul territorio.
La giornata prevede anche un momento di confronto aperto con il pubblico, forse il passaggio più importante di tutti: perché Castel Volturno non si capisce davvero solo nei report o nei convegni, ma soprattutto ascoltando chi lo vive ogni giorno.
Informazioni utili
– Dove: Centro Fernandes, Via Domitiana 480, Castel Volturno (Caserta).
– Quando: sabato 18 aprile, ore 10:30.
– Promosso da: Dedalus, Canadian Institute for Advanced Research, Napoli Monitor.
Perché vale la pena esserci. Non per sentirsi ripetere cosa non funziona, ma per provare a capire cosa, nonostante tutto, sta già funzionando. Perché in territori come Castel Volturno il futuro non è una formula astratta. A volte è già qui, anche se non lo chiamiamo ancora così.


