Variante Marcianise-Giugliano…pioggia di multe

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Autovelox variante Marcianise-Giugliano

Gli automobilisti si appellano al “buon senso”

di Giuseppe PASQUALINO

Qualcuno potrebbe opinare: <cosa c’entra la variante stradale Marcianise-Giugliano con il basso Volturno?>. In effetti la strada provinciale 335, ovvero quella grande arteria che permette il collegamento dall’area industriale e commerciale di Marcianise verso la zona nord di Napoli, non sfiora per niente il tratto geografico del basso Volturno ma interessa molto le “tasche” di tutti quegli automobilisti (cittadini), da esso proveniente, che viaggiano in direzione del “napoletano” certi di percorrere una arteria veloce. E invece “qualcuno” ha pensato di sfruttare quel termine “veloce” per impinguare le casse provinciali a discapito dei poveri utenti di questa strada. Senza alcun motivo valido, improvvisamente, e guarda caso proprio nell’unico tratto in discesa, si trova installata un segnale stradale che avvisa della presenza di una postazione fissa di autovelox.

Ma anni fa non si parlava di una velocità massima di 130 km/h in autostrada, di 90 km/h sulle superstrade e 50 km/h nei centri urbani? E allora: se stiamo trattando di una superstrada con tanto di doppia carreggiata a due corsie separate da cotanto spartitraffico perché, così all’improvviso e senza alcun motivo, porre un limite di 60 km/h? E perché proprio in un tratto in discesa? E perché, invece di pensare a ripristinare tratti pericolosi con la presenza di buche sulla carreggiata, non si investe per ripristinare l’importante tracciato stradale?

I “perché” si potrebbero moltiplicare all’infinito così come all’infinito sostengo che per installare un autovelox (a parte l’inutilità dello strumento se si parla di deterrente per evitare l’alta velocità) ci dovrebbero essere validi motivi: presenza di un centro abitato, di una scuola, di un ospedale, di un attraversamento pedonale. Invece sulla variante è evidente che l’installazione della apparecchiatura autovelox è stata dettata dal bisogno di “fare cassa”, ovvero di portare denaro liquido a disposizione dell’ente territoriale che “dovrebbe” provvedere alla viabilità.

Intanto, percorrendo le tante strade provinciali, si continua a registrare la presenza ultra ventennale di segnali che indicano “buche sulla carreggiata”, segnali che dovrebbero essere installati per l’emergenza ma subito rimossi conseguentemente all’immediato ripristino del manto stradale. Anziché provvedere a ripristinare i tratti stradali ridotti a groviera la Provincia non ci pensa due volte a installare gli autovelox.

I “primi cittadini” dovrebbero impegnarsi a difendere i cittadini dalle ingiustizie

e scongiurare questa “pioggia di multe”, tantissime superano i 500 euro, che danneggia i già provati bilanci familiari di tanti automobilisti che percorrono questa provinciale per motivi di lavoro.

Sarebbe opportuno sottoporre a una commissione ministeriale l’autorizzazione per l’installazione di apparecchiature autovelox; si registrano dei veri “abusi”, come questo della “variante”.

Chissà che “qualcuno” intervenga!

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