Quando il canto è cultura: Tiziano Izzo racconta

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www.bassovolturno.it

a cura del Prof.  Tiziano Izzo
(divulgatore di usi, costumi e tradizioni della liturgia e dell’antropologia cattolica)

Cultore della tradizione cristiana “mazzonara” 

racconta il Canto Liturgico.

Carissimi amici sacerdoti, cari colleghi, cari amanti della liturgia e care corali della parrocchia San Giovanni Battista e della Parrocchia Santissima Annunziata di Grazzanise, nel ringraziarvi per aver fatto tornare nelle nostre comunità una primavera di canti liturgici e per aver attirato tanti, anche giovani alle celebrazioni e ai canti vi posto qualche informazione storica su M’shalem che pare essere un canto molto usato in Italia.
Giusto per chiarire, il canto è stato scritto da Angelo Iossa, fondatore e anima del progetto di musica cristiana cattolica ma di impronta ecumenica “Cantamm ‘a Gesù” che ha sede nella Parrocchia di Santa Maria di Montesanto a Napoli. Il titolo corretto della canzone è M’shalem. Questa è la didascalia: “La Passione di Gesù è solo una storia triste? Come può la tua vita oggi avere a che fare con un brutale omicidio avvenuto duemila anni fa? Può un chiodo nella mano veramente diventare una chiave per le porte del paradiso?” “Amare, è voce del verbo Morire“: l’esempio per eccellenza ci è dato da Dio in persona, una volta e per tutti, sulla croce, pienamente.
“M’ Shalem” è infatti la traduzione in aramaico (שולם) delle ultime parole dette da Gesù sulla croce, “È Compiuto” (Giovanni 19, 30): con la stessa radice della parola “Shalom”, che è la prima parola detta ai suoi discepoli da risorto: stanno infatti a significare la stessa condizione di pace, di completezza, di piena realizzazione del piano di Dio: quello di morire per la nostra salvezza. Speriamo che questo canto ti aiuti ad avere un’immagine della storia d’amore più bella di tutti i tempi: quella di Dio con te. “Vi invito a visitare su Youtube la pagina di Cantamm ‘a Gesù.

Il canto si è diffuso molto nelle comunità protestanti del mondo ed è una cosa rara perché spesso sono i cattolici che prendono canti protestanti e li utilizzano nella liturgia anche italiana. Il più famoso canto protestante è “Noi canteremo gloria a te“, poi abbiamo anche “Te lodiamo Trinità“, “Signore dolce volto“, ecc.; il Rinnovamento carismatico internazionale e il Rinnovamento nello Spirito utilizzano canti di origine protestante dei fratelli evangelici. Come riconoscerli?
In essi c’è una forte presenza di parole come “Grazia” per il protestantesimo tradizionale mentre quando trovate parole come “Re” o frasi legate al sacrificio espiatorio di Cristo, al riscatto, all’essere comprati a prezzo del sangue di Cristo, quelli sono di origine “Evangelica”. Un po’ più difficile è la situazione quando i canti sono allo Spirito Santo, quelli sono proprio ecumenici e provengono da ogni tipo di confessione cristiana e movimento carismatico o evangelicale. Merita menzione il canto “Osanna eh” che mi pare faccia parte del rito zairese. Per non parlare dei canti da Musical come Jesus Christ superstar e quelli più da musical catechetici di Daniele Ricci che sono entrati nella liturgia.
La Conferenza episcopale italiana ha un suo repertorio liturgico con tanto di elenchi e testi ma la tradizione della Chiesa ci dice che gli usi e i costumi della comunità cedente entrano nella liturgia cattolica, sta ai parroci e al liturgista della Diocesi vegliare. In sostanza se un canto non è contrario alla dottrina cattolica e se non vi sono norme contrarie lo si può fare.

Padre Pierluigi Mirra – Passionista

Curiosità sapevate che “Un piccolo pezzo di pane” è stato scritto nella nostra Santa Maria la Fossa dal passionista padre Pierluigi Mirra? Ha scritto una famosa messa: “Dacci Signore questo pane”. Sapevate che “Guarda questa offerta” in alcune diocesi come Napoli fu vietato per un periodo perché ritenuto banale? Sapevate che “Viaggio nella vita”, ovvero “Prendimi per mano Dio mio” di Giosy Cento non è nato per la liturgia?
Per non parlare di tutti i canti che hanno autori che componevano anche inni per il fascismo e che sono marcette vere e proprie ma qui andiamo troppo in là. Spero di avervi aiutato ad acquisire una maggiore consapevolezza della storia di alcuni famosi canti che si usano nelle nostre chiese. Colgo l’occasione per augurare a tutti voi un buon servizio nel canto e nella lode dell’Alleluia Pasquale, la più famosa delle quali è di Haendel, anch’essa protestante, difatti non nasce per una “Messa” ma per un oratorio cioè un concerto sacro alla cui prima esecuzione, il Re che l’ascoltava al termine di essa si mise a mani giunte in ginocchio tanto rimase commosso da essa nel plauso e nel pianto generale di tutti i presenti.

Buona Pasqua nel Canto a tutti.
Prof. Tiziano Izzo

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