Qualcosa occorre fare. E presto!

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blog di Giuseppe PASQUALINO (Giornalista Pubblicista freelance e blogger)

La Provincia pulisce, il cittadino  sporca.

Ora BASTA !

Tutto inutile, ogni sforzo reso vano, questa volta non è colpa dei ritardi, non è responsabilità degli Enti ma dell’uomo, del cittadino (se ancora può definirsi così). Dopo una campagna giornalistica condotta umilmente attraverso questo blog in tempi diversi, a seguito di fiumi di parole scritte sulla carta stampata provinciale e regionale si è giunti con estremo piacere ad annunciare l’avvenuto ripristino di quelle arterie stradali provinciali di importanza strategica per il raggiungimento di snodi stradali e ferroviari in tempi ragionevolmente brevi grazie ad una migliore percorrenza. 

E se ci inoltriamo lungo queste assolate provinciali “fresche” di tappetino d’asfalto e appena ripulite ai margini da un capillare intervento meccanizzato, notiamo (ahimè!) immediatamente la ripresa dello “scempio rifiuti”; dappertutto si coglie il nuovo deposito di sacchetti contenenti rifiuti solidi urbani, plastica, alluminio, carta, medicinali scaduti, batterie esauste.

All’altezza dell’incrocio tra la provinciale 217 e la 147, luogo di confluenza tra due arterie dirette a Villa Literno e alla vicinissima base logistica della NATO, laddove è avvenuto l’espianto di rovi, cespugli e presenze arboree di medio fusto, l’opera incosciente di qualcuno ha recato materiale plastico, di chiara  provenienza da qualche azienda agricola della zona, e rifiuti di ogni sorta.

Allora urge un immediato tavolo di regia, un confronto urgente tra i Sindaci del basso Volturno per un lavoro non più campanilistico ma sinergico, niente più iniziative a “macchia di leopardo” ma territoriale; da aggiungere una partecipazione determinante da parte dei rappresentanti della scuola. Eh sì, perché a questo punto entra in gioco l’educazione, in particolare quella “civica”, non quella che parla delle istituzioni, di cosa sono il Comune, la Regione, il Parlamento, il Presidente della Repubblica, bensì quella che “QUOTIDIANAMENTE” deve diffondere il rispetto per la “cosa pubblica”, la natura, le ordinarie, civili forme comportamentali da tenere in ogni luogo; un lavoro educativo sistematico, perseverante, quasi ossessivo e non espletato a livello progettuale “una tantum”. A questo lavoro dovrà aggiungersi la partecipazione dei genitori, i primi educatori.      

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