Nessuno risponde delle lungaggini burocratiche!

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blog a cura di Peppino PASQUALINO

Capua e Castelvolturno: due storie di “ponti chiusi”.

E io pago!

Sempre a proposito di ponti, quelli che il Santo Padre auspica in alternativa ai muri, occorre aggiungere una riflessione alle vicende cittadine legate alla chiusura di due “ponti” stradali agli estremi del territorio del basso Volturno: Capua e Castelvolturno.

In altre occasioni ho cercato di tenere acceso il riflettore su quanto avviene in tutte e due le cittadine, una chiusura (ben venga) giustificata dalla paura di eventuali crolli a seguito dell’onda lunga creata dal collassamento del ponte Morandi di Genova. A Capua si è raggiunto ormai il ridicolo: a distanza di ben CINQUE anni, periodo in cui alcuni commercianti hanno deciso di chiudere la propria attività e altri si trovano nelle condizioni di fare altrettanto, si è giunti (pare) ad una “raccolta” di ben SETTE pareri da parte di SETTE enti diversi per iniziare OGGI a parlare di PROGETTAZIONE e GARA DI APPALTO. Azioni che tutti prevedono come conclusione (se ci sarà) fra altri due anni. 

Dei commercianti?… e chi se ne frega!

Stessa vicenda per Castelvolturno, unica diversità il periodo più breve di chiusura che, comunque, ha creato difficoltà enormi specialmente agli abitanti nella zona della destra Volturno che per raggiungere il centro hanno dovuto percorre ben 12 chilometri (percorso di andata e ritorno) ogni giorno (anche più volte al giorno) per le spese quotidiane o per accompagnare i figli a scuola; una ulteriore spesa di circa 40 euro mensili (calcolate in difetto) per spese di carburante.

Delle famiglie?… degli anziani?… e chi se ne frega!

Ora la domanda nasce spontanea: i danni economici causati da tali chiusure di ponti,

in particolar modo per le lungaggini burocratiche dovute spesso all’incuria degli Enti preposti, chi li paga?

La gente già conosce la risposta: Nessuno!

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