Lagnese “pellegrino” a Grazzanise

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blog di Peppino PASQUALINO
Giornalista Pubblicista freelance & blogger

S.E. Pietro Lagnese dopo Brezza in visita a Grazzanise…

…nel segno di “Maria”.

a cura di Tiziano Izzo

La prima visita di Mons. Lagnese a Grazzanise, da neo arcivescovo di Capua, si preannuncia nel segno della protezione di Maria poiché sarà nella Chiesa di Montevergine sabato 2 marzo alle 17:30. Fervono i preparativi voluti dal Parroco don Giovanni Corcione che insieme agli operatori pastorali e al comitato festa della Madonna di Montevergine si sta adoperando per il rinnovamento e il decoro della Chiesa rettoria e della sua sacrestia. Inoltre il gruppo dei “Ministranti dell’altare” sta curando dei piccoli segni di benvenuto a nome dei giovani della comunità.
Dopo essere stato a Brezza, l’Arcivescovo continua questo giro di prima conoscenza delle comunità locali.

(Grazzanise: interno della Chiesa di Montevergine) 

Siamo ad un momento di snodo dal punto di vista ecclesiale e il basso Volturno è il territorio di collegamento tra la terra di meticciato della Domiziana, con le sue risorse e i suoi problemi, e l’area capuana con la sua storia e la possibilità di tornare ad essere un capoluogo a cui fare riferimento. L’antica terra dei “Mazzoni” ha un’alta sensibilità religiosa e sociale ma talvolta è stata lasciata a se stessa dalla gestione centrale diocesana. I fedeli si attendono dal conterraneo don Pietro Lagnese una capacità pastorale che nasca dall’ascolto e della valorizzazione del territorio nonché dalla capacità della Chiesa di dialogare con le istituzioni e di supplire là dove esse fanno fatica.

A Mons. Lagnese si chiede di attuare il processo di cambiamento sinodale in un’ottica di serenità e di dialogo con le tradizioni locali ma senza perdere l’occasione di testimoniare il Vangelo in un mondo che cambia. La formazione del clero, la vicinanza ai fedeli e alle loro ansie, l’ascolto dei giovani e delle loro proposte speriamo possano trovare accoglienza nel progetto pastorale delle due diocesi unite in “persona episcopi”. Per il momento il clima è di profondo affetto e di grande stima filiale verso un bravo pastore tornato nella sua terra con il Vangelo in mano ma si sa che essere profeti nella propria terra richiede maggiore fede e impegno.

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