CAPUA … QUALCOSA SI MUOVE

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Ritorno della “Magna Capys”?…. forse!

 

                       Via Santa Maria la Fossa …. finalmente rifatta

Poco più di un anno fa, sempre sulle colonne di questo blog, si leggeva delle imprese dell’allora commissario prefettizio alla guida amministrativa della città di Capua, impegnato nel dare un aspetto dignitoso al centro urbano e specialmente ad alcune arterie a ridosso delle prime abitazioni. Impresa non riuscita evidentemente per difficoltà interne all’ente territoriale e per mancanza di fondi; intanto strade come la Tifatina e Via Santa Maria la Fossa, arterie di accesso al centro abitato, viste come biglietti da visita, hanno continuato a presentarsi in condizioni pietose. La prima con la crescita indiscriminata di rovi e arbusti che impedivano la marcia dei pedoni costretti a scendere sulla carreggiata stradale a rischio di farsi investire; la seconda, da oltre trent’anni interessata da tantissime buche stradali impressionanti e assenza completa di segnaletica orizzontale.

Parliamo al passato perché, dopo tanto penare, qualcosa si muove, finalmente (è il caso di dirlo) l’amministrazione comunale ha messo mano al cambiamento almeno per quanto riguarda la riorganizzazione delle regole stradali. Dappertutto si notano i parchimetri (ancora chiusi nel cellophane) prossimi alla installazione in tanti punti della città; la segnaletica orizzontale prende forma iniziando proprio dalle strisce bleu che segnalano le aree di parcheggio; le rotonde stradali si “abbelliscono” almeno di segnaletica verticale e orizzontale; la Via Tifatina adesso è stata liberata dagli ostacoli arborei che invadevano i marciapiedi, mentre Via Santa Maria la Fossa, quella più volte interessata dalla chiusura a causa dell’eterno problema dell’allagamento del sottopasso ferroviario, adesso si presenta con il manto stradale ripristinato, la segnaletica orizzontale alla quale non ci si era più abituati e il riordino dell’intero tratto con i tanto attesi (finalmente) passaggi pedonali, altro biglietto da visita per i provenienti dai comuni del basso Volturno e della fascia domitiana.

Dopo l’iniziativa in cantiere che auspica una fusione dei comuni del comprensorio capuano chissà che una volta per tutte si è capita l’importanza storica e culturale della realtà “Magna Capys”?

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