Teatro Danza a Capua: il “Fazio” in cattedra!

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a cura di Antonio Iavazzo (Direttore Artistico Teatro Fazio)
SEZIONE TEATRODANZA

TRACCE DI DANZA

Insolito glossario tersicoreo della memoria

DOMENICA 17 MARZO 2024 – ORE 19.00

       SALA TEATRO di PALAZZO FAZIO  – Via Seminario 10 – Capua

La memoria lascia tracce e lo fa senza che ce ne rendiamo conto. Partendo da quest’immagine è nata l’idea di costruire un progetto tersicoreo dal titolo “Tracce di Danza”. La traccia è il segno che consente di ricostruire un percorso a volte dimenticato; è quel particolare che rimette in circolo i ricordi richiamando a sé altri dettagli fino a completarne la scena. L’enciclopedia Treccani definisce la memoria come capacità di conservare traccia più o meno completa e duratura degli stimoli esterni sperimentati e delle relative risposte. Nell’uomo indica sia la capacità di ritenere traccia di informazioni relative a eventi, immagini, sensazioni, idee, ecc. di cui si sia avuto esperienza e di rievocarle quando lo stimolo originario sia cessato riconoscendole come stati di coscienza trascorsi, sia i contenuti stessi dell’esperienza in quanto sono rievocati, sia l’insieme dei meccanismi psicologici e neurofisiologici che permettono di registrare e successivamente di richiamare informazioni. Tracce che persone o fatti lasciano nella mente degli uomini, nel nostro caso nella mente del coreografo. Ed allora perché non affidarsi al corpo, al suo movimento per seguire quelle “Tracce di Danza” necessarie a ridare voce alla memoria. Il tempo in cui viviamo è così frenetico: siamo nell’attimo in cui viviamo “dimenticando” di archiviare nella nostra mente suggestioni, profumi, volti, sguardi mentre al contempo affidiamo alla memoria virtuale il compito di conservare. Il nostro passato si sta riducendo sempre di più in un elenco di file, schematicamente custoditi in cartelle. E quando si avverte la necessitò di recuperare quelle tracce ci si accorge d’aver perso il senso di ciò che si è vissuto. Alla danza vogliamo affidare il compito di scuoterci dall’oblio della rete, di rimettere al centro gli umani sensi e restituire ad essi quel compito di essere traccia immateriale di memoria. Passo dopo passo, nota dopo nota, parola dopo parola. Anche in un poetico e confusionario ordine sparso.

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