SI RIPRENDE… A GENNAIO

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Occorre parlarne

Come già anticipato nel precedente blog (perdonate questo necessario inglesismo) non si è spento mai il desiderio di portare avanti un discorso giornalistico orientato costantemente al confronto, al dialogo, allo scambio di idee, tutte azioni che spesso mancano nella realtà geografica del basso Volturno in cui ogni “isola” comunale territoriale tende ad alzare muri. Niente è come prima, niente è come ieri, tutto cambia ma non si percepisce la prospettiva di vedere materializzare concretamente un omogeneo cambiamento strutturale capace di emancipare una popolazione ancora troppo ancorata a sterili pregiudizi, a inconcludenti discorsi di appartenenza, a deleterie chiusure mentali. Per quanto tempo ancora questi 60.000 abitanti dovranno assistere alla partenza dei propri ragazzi verso lidi lontani alla ricerca di quel lavoro che c’è, che può esistere, che può moltiplicarsi soltanto se si facesse “rete” di idee, “unità” d’intenti, “coagulo” di prospettive per l’interesse generale! 

Ma occorre parlarne perché è venuta a mancare l’anima della “politica”, quella nobile arte che la classe amministrativa ha insozzato negli ultimi quarant’anni, quella “azione” quotidiana che avrebbe (e deve ancora oggi) donare (ricordando Aristotele): il benessere materiale, la fioritura morale e l’eudaimonìa dei cittadini.

Parlarne sarebbe già un successo.     

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