
Intervista a Paolo Miggiano.
Giornalista Pubblicista e scrittore
Dalla sede operativa di Santa Maria la Fossa il Premio AGRORINASCE e la missione di Terra Somnia
a cura di Bruno Marfè
Intervista a Paolo Miggiano (Ex elicotterista della Polizia di Stato, laureato in Scienze dell’Investigazione)
Dopo l’annuncio dei vincitori del Premio Letterario Nazionale “Agrorinasce” e in vista della cerimonia di premiazione che si terrà il 24 ottobre 2025 presso il Centro “Rosario Livatino” di Casapesenna, abbiamo incontrato Paolo Miggiano, fondatore della casa editrice Terra Somnia e co-curatore dell’iniziativa. L’obiettivo dell’intervista è approfondire i criteri di selezione e il significato di un premio che lega la letteratura alla legalità, unendo idealmente la memoria dei beni confiscati con nuove narrazioni civili.

Il Premio Agrorinasce e la missione di Terra Somnia
D: Come si inserisce il Premio Letterario “Agrorinasce” nella missione e nella linea editoriale di Terra Somnia?
R: Bruno innanzitutto ti ringrazio per l’opportunità di parlare di questo premio. Terra Somnia ha un’identità culturale ben definita. La collana Nuove terre racconta le vicende dei popoli del Mediterraneo, ma per noi la più importante resta la collana Strade, dedicata alla legalità e intitolata ad Antonio Montinaro, agente di scorta morto nella strage di Capaci con Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco Dicillo e Vito Schifani.
Un premio letterario dedicato alla letteratura sociale e alla legalità si inserisce perfettamente in questa linea editoriale. Per questo, quando l’amministratore delegato di Agrorinasce ci ha chiesto di collaborare, abbiamo accettato con entusiasmo, cercando di fare del nostro meglio. Saranno poi i lettori e il pubblico a giudicare il risultato.
Letteratura e legalità
D: In che modo questa collaborazione contribuisce a rafforzare la legalità e la consapevolezza sociale?
R: Ogni forma di letteratura, e in particolare quella che affronta temi sociali, contribuisce a rafforzare la cultura della legalità. Le storie vivono solo se qualcuno le racconta: trasformano il dolore, la perdita e i drammi in memoria. Questo è il ruolo fondamentale della narrativa civile, ed è ciò che abbiamo chiesto e ottenuto con i testi arrivati al premio.
Il valore del legame con i beni confiscati
D: Qual è il valore aggiunto di un premio che lega la scrittura al recupero di beni confiscati alle mafie?
R: Il valore aggiunto è enorme. Agrorinasce lavora perché i beni confiscati siano recuperati, valorizzati e resi produttivi. Se a questo impegno si affianca un premio di letteratura sociale, il messaggio diventa ancora più forte: non solo si recuperano spazi materiali, ma si restituisce dignità e memoria alla collettività. In più, il lavoro è condiviso con partner come l’Università Vanvitelli e la Regione Campania: una sinergia che rafforza la credibilità e la trasparenza del progetto.
Le opere premiate
D: Quali elementi hanno colpito di più nei testi vincitori?
R: Le opere finaliste, in tutte le sezioni, hanno saputo raccontare temi sociali e di legalità con una forza narrativa particolare. Non si tratta solo di buona scrittura: c’è quella capacità di spingere il lettore a riflettere sul senso della cittadinanza e sulla responsabilità civile.
Giovani e nuove voci
D: Quanto è importante avere categorie come “Narrativa inedita” e “Giovani”?
R: È fondamentale. Queste sezioni permettono a giovani scrittori e a chi scrive per la prima volta di emergere e trovare uno spazio che spesso il mercato editoriale non concede. È stato significativo premiare opere che affrontano temi come il disagio sociale e altre difficoltà che vivono i ragazzi: questioni che toccano da vicino i ragazzi e meritano attenzione.
Pubblicazione delle opere inedite
D: Le opere inedite vincitrici potrebbero essere pubblicate?
R: Stiamo valutando con attenzione. Le tre opere finaliste sono molto interessanti e affrontano temi raramente trattati, come l’incidentalità stradale o il rispetto dell’altro. Sono narrazioni preziose che meritano spazio nelle nostre collane.
Un premio in un bene confiscato
D: L’iniziativa si svolge in un bene confiscato alla camorra. Quanto è significativo questo messaggio?
R: È un segnale fortissimo. Presentare il premio nella sede di un bene confiscato, intitolato al giudice Rosario Livatino, significa dare visibilità al lavoro che si svolge in questi luoghi. Non solo attività sociali, ma anche iniziative culturali che restituiscono ai cittadini ciò che era stato sottratto dalla criminalità.
Le prossime sfide di Terra Somnia
D: Quali sono i progetti futuri per promuovere cultura della legalità e inclusione sociale?
R: Continueremo con la collana Strade. A settembre è uscito Tienimi le mani, dedicato al caso di Attilio Manca, un giovane urologo probabilmente ucciso dalla mafia e poi fatto passare per suicida. È un libro che mette in luce omissioni e zone d’ombra di quella vicenda.
Ad ottobre saremo a Procida con un altro progetto editoriale legato a una storia locale. Insomma, continueremo a pubblicare libri che affrontano la legalità come scelta civile e culturale.
Un messaggio ai giovani scrittori
D: Che messaggio vuoi lasciare ai futuri scrittori che vogliono usare la scrittura come impegno civile?
R: Il primo consiglio è: leggete molto. Senza leggere, non si scrive. Poi, seguite la vostra passione e coltivate la vostra sensibilità, perché la scrittura è un impegno serio. Scrivere significa già prendere posizione: non si può raccontare la vita e i sentimenti senza porsi dalla parte della legalità e del vivere civile.
Conclusione
Il Premio Agrorinasce, alla sua prima edizione, si distingue anche perché è gratuito: nessuna quota di partecipazione, premi in denaro ai primi classificati e targhe ai secondi e terzi. È un incentivo a scrivere e a continuare a credere nel valore della letteratura civile.
“Abbiamo lavorato molto – conclude Paolo Miggiano – con gli amici e le amiche della giuria e con l’amministratore delegato di Agrorinasce. Questa è solo la prima edizione: speriamo sia l’inizio di un lungo percorso”.



