Tam Tam Basket: la squadra che insegna a vivere

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La battaglia per il diritto di giocare.
Una missione che va oltre il campo.

Reportage da Castel Volturno a cura di Bruno Marfè

A Castel Volturno, un’area caratterizzata da isolamento e fragilità sociali, molti ragazzi crescevano senza spazi di socializzazione, privi di luoghi in cui sentirsi parte di una comunità. È qui che il Tam Tam Basket ha acceso una fiamma: un pallone, un canestro e l’idea che lo sport potesse diventare la prima vera opportunità di aggregazione, crescita e riscatto per un’intera generazione.

Non si tratta solo di una squadra di basket. A Castel Volturno, il Tam Tam è diventato un simbolo di umanità: una palestra dove si impara a giocare, ma soprattutto a crescere, a sentirsi parte di qualcosa di più grande, a sognare un futuro migliore.
La storia inizia ufficialmente nell’ottobre del 2016, quando Massimo Antonelli, romano del 1953, ex playmaker della Virtus Bologna in Serie A1 dal 1975 al 1978, con esperienze in Serie A2 con Basket Mestre (1978–1980) e Seleco Napoli (1981–1985), decide di mettere la sua esperienza al servizio di un territorio che ha bisogno di speranza. Insieme ad altri soci, fonda l’associazione no profit Tam Tam Basketball, con un obiettivo chiaro: consentire a tutti i giovani di Castel Volturno – senza distinzione e senza barriere economiche – di praticare sport gratuitamente.

La filosofia del Tam Tam Basket è stata raccontata anche in un documentario prodotto da Al Jazeera, intitolato “Tam Tam Basket: The Dream Team”. Proiettato in anteprima a Castel Volturno nel 2022, il film ha portato la straordinaria storia del team a un pubblico internazionale, evidenziando la lotta per lo “ius soli sportivo” che ha portato a una modifica legislativa storica in Italia. Questo successo non è solo sportivo, ma rappresenta l’emblema di un movimento che ha dimostrato come passione e perseveranza possano superare le barriere burocratiche e sociali. Il documentario offre una visione approfondita della storia del Tam Tam Basket.

Dal primo allenamento al palazzetto riaperto

Il primo allenamento si svolge nella palestra dell’istituto “Pineta Mare” a Villaggio Coppola: pochi ragazzi, tanta energia. In breve tempo il gruppo cresce a trenta, con la formazione delle prime due squadre giovanili. Nonostante le difficoltà logistiche e i campi improvvisati, l’entusiasmo cresce. Una campagna di crowdfunding permette di riaprire un palazzetto chiuso da dieci anni, restituendo al territorio un luogo di sport e socialità.

La battaglia per il diritto di giocare

Ben presto emerge un ostacolo: molti ragazzi, pur essendo cresciuti in Italia, venivano considerati “stranieri” dalla Federazione, che limitava il loro tesseramento. Da quel momento, la lotta del Tam Tam diventa un simbolo a livello nazionale. Prima una deroga, poi la cosiddetta “Norma Salva Tam Tam Basket” del 2017: una legge che riconosce il diritto di giocare a tutti i minori stranieri regolarmente iscritti a scuola in Italia. Una conquista che oggi interessa centinaia di migliaia di ragazzi. Con la Riforma dello Sport del 2021, quel principio è stato confermato e rafforzato.

Una missione che va oltre il campo

Il Tam Tam non è solo sport. È supporto educativo e sociale: dal pulmino che riporta i ragazzi a casa dopo gli allenamenti, ai campi estivi, fino ai progetti di integrazione con i giovani ucraini arrivati a Castel Volturno, come dimostrato dall’iniziativa “Kids at home/È più bello insieme” promossa dal Centro Fernandes. In quell’occasione, Antonelli – nonostante fosse in partenza per le vacanze – aprì immediatamente le porte del centro, regalando un pomeriggio di sport e sorrisi.

Il ritiro precampionato e la forza della collaborazione

Oggi la storia continua. Mentre tre talenti cresciuti nel vivaio – Star Okoro, Miracle Kolawole e Mario Renda – si affacciano al basket senior, il Tam Tam ha avviato il ritiro precampionato. Le sessioni si tengono nella Tam Tam House, inaugurata nel 2022 in via Occidentale, e beneficiano del prezioso supporto del Centro Fernandes, realtà storica del territorio. Come ha sottolineato il direttore del Centro, questa collaborazione rappresenta un ulteriore passo verso il sogno condiviso di integrazione e promozione sociale.

La Tam Tam House e i progetti futuri

La “Tam Tam House” non è solo una palestra: è la casa dei sogni dei ragazzi, il luogo dove il lavoro quotidiano di Antonelli e dei suoi collaboratori prende forma. Il team punta ora a crescere ulteriormente, espandere le squadre e realizzare una vera e propria “factory” per studiare, insieme all’Università Federico II, l’influenza della musica sull’apprendimento tecnico e motorio nel basket, grazie al Music Basketball Method ideato da Antonelli.

Una storia che guarda al futuro

Massimo Antonelli, instancabile motore del progetto, non è solo l’allenatore: è il punto di riferimento che ha trasformato un’idea in un modello di inclusione, riconosciuto in Italia e all’estero. Con lui e i suoi ragazzi, il Tam Tam dimostra che lo sport può davvero cambiare il destino di un territorio e offrire nuove possibilità di vita a chi, fino a pochi anni fa, non aveva neppure un campo su cui giocare.

La palla rimbalza sul parquet lucido della Tam Tam House, i ragazzi corrono e si incitano, le voci risuonano tra le pareti di quello che fino a poco tempo fa era solo un sogno. Fuori da quelle mura, il territorio continua a vivere le sue difficoltà, ma dentro al palazzetto si sta costruendo un futuro diverso. Ogni passaggio, ogni canestro, ogni sorriso è una piccola vittoria. E mentre coach Antonelli osserva dalla linea laterale, con lo sguardo di chi ha già affrontato molte sfide vinte e altre ancora da combattere, il Tam Tam Basket continua a scrivere la sua storia: una storia che appartiene a Castel Volturno, ma che parla al mondo intero.

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